Quello che ci si presenta è un uomo semplice ma determinato, capace di dedicarsi, con molta passione a questo sport che ama davvero.
Nelle sue parole, la grande voglia di trasmettere alle sue ragazze la propria visione pulita e leale dello sport, inteso come momento di crescita collettiva e non di spietata competizione.
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Presidente, ci parli di come ha preso la decisione di dedicare, gran parte del suo tempo libero a questo sport.
Al contrario di quanto si possa pensare, nella mia vita non ho mai praticato la pallavolo, nemmeno a livelli amatoriali.
E’ uno sport che ho iniziato a conoscere quando mi sono fidanzato con la ragazza, che ora è diventata la mia attuale moglie. Lei praticava questa disciplina insieme a delle sue amiche e, inevitabilmente mi trovavo spesso in palestra a seguire le sue partite. La passione che la mia ragazza mostrava verso questa disciplina ha fatto si che ne rimanessi attratto anch’io, seguendo le sue prestazioni con un piacere sempre maggiore.
La svolta si ebbe nel 1983, mia moglie aveva gia smesso di giocare, ma continuavamo a seguire e ad interessarci alla pallavolo. Proprio in quell’anno, la società che fino a quel momento aveva permesso a molte ragazze di giocare, chiuse i battenti per alcuni problemi interni.
Ricevetti subito la proposta da parte di alcuni amici e di alcune ex atlete, compagne di mia moglie, di entrare a far parte di una nuova società di pallavolo femminile, fondata sulle ceneri della precedente. La decisione non fu facile, questo significava togliere delle ore alla mia famiglia e al mio tempo libero che, non era neanche molto a causa del lavoro.
Ci pensai per un po’ di tempo e, vedendo che la mia famiglia mi appoggiava, decisi di accettare questo impegno, assumendo la carica di presidente. Nomina che tutt’oggi ricopro con grande piacere e soddisfazione.
Qual è stato il cammino che la squadra ha percorso sotto la sua presidenza dal 1983 a oggi?
Il “Volley femminile SBT?, questo è il nome sociale della squadra, ha iniziato a muovere i suoi primi passi in quella che allora era, la categoria di partenza, ovvero la prima divisione.
Oggi è presente anche la seconda divisione visto il numero maggiore di compagini che praticano questa disciplina nella nostra regione.
Partrimmo da zero, facemmo una squadra di sole ragazze sambenedettesi o provenienti da zone limitrofe, cercando di creare prima di tutto, un gruppo di amiche che praticassero il volley esclusivamente per pura passione.
Siamo stati fortunati perché il gruppo, era composto da persone serie ed in gamba che, in pochi anni sono riuscite a crescere insieme, arrivando a darci davvero grandissime soddisfazioni.
Dopo una prima fase dove si sono alternati sia campionati di serie D che di prima divisione, nel giro di sei anni abbiamo conquistato inizialmente la serie C2 e poi quello che per noi era sempre stato un sogno: la categoria di C1.
Era il nostro primo anno che partecipavamo ad un campionato nazionale e, devo dire, che conservo ancora bellissimi ricordi di quei viaggi fatti in giro per lo stivale, sempre con la passione nel cuore.
Ottenemmo una bellissima salvezza consacrandoci come rivelazione del campionato.
Il secondo anno di C1 però ci furono delle difficoltà, dovute sia alle precarie possibilità economiche della nostra piccola società, sia a delle mie scelte errate che adesso non voglio ricordare.
Presidente, come reagì la vostra società a quello che può considerarsi la fine di un bellissimo sogno?
Dovettimo rimboccarci le maniche e lavorare seriamente per riorganizzarci e ripartire da zero.
Era il 1997 e rinnovammo la scelta di lavorare con ragazze giovani, che potessero garantirci un futuro roseo e duraturo.
Il primo anno dopo la rifondazione partecipammo al campionato giovanile con l’intento di far maturare tutte le ragazze, molte delle quali si stavano appena affacciando a questo sport.
L’anno successivo abbiamo vinto la seconda divisione, approdando in prima , dove da quattro anni lavoriamo sodo cercando di ben figurare, e devo dire, che siamo andati spesso vicino alla promozione.
Può parlarci più dettagliatamente del campionato che si è appena concluso?
Quest’anno abbiamo conquistato una salvezza tranquilla, classificandoci primi nella pole retrocessione. E’ sicuramente un bel risultato che dimostra, come queste ragazze stiano crescendo,facendoci ben sperare per il futuro.
Lei ha più volte ripetuto quella che è la filosofia della sua società, puntare tutto su ragazze giovani del vivaio.
E’ una qualità di cui andiamo davvero molto fieri. Tutti i risultati che in questi anni abbiamo ottenuto, sono frutto dei sacrifici di ragazze sambenedettesi che partendo da zero si sono tolte
davvero delle belle soddisfazioni.
Non solo, curiamo anche i nostri tecnici, mandando ragazze volenterose con una vita da giocatrici alle spalle, a svolgere il corso in modo che la loro esperienza non vada perduta.
E’ senz’altro questo un motivo in più per dare molta importanza al settore giovanile e, devo dire, con un pizzico di orgoglio, che noi lo abbiamo sempre fatto e i risultati, conquistati in questi anni, lo dimostrano.
Vorrei sottolineare anche un altro fatto che distingue la nostra società da molte altre, ovvero l’importanza che diamo all’esperienza: per noi è fondamentale che si inizi a giocare il prima possibile, riteniamo il confronto agonistico una pedina importantissima nella formazione giovanile di una ragazza. Abbiamo tecnici preparati che sanno trasmettere alle giocatrici il giusto spirito e far capire loro la mentalità con cui si deve affrontare un incontro. Vogliamo che imparino la cultura del rispetto dell’avversario e, dell’accettazione della sconfitta come punto di partenza per migliorarsi piuttosto che avvilirsi.
Questa nostra volontà, è testimoniata dal fatto di tesserare le nostre ragazze già a dodici anni, età minima, e farle entrare subito nella nostra squadra giovanile. Penso che siamo l’unica società che nella stagione appena conclusasi abbia partecipato, al campionato under 17, con moltissime ragazzine di tredici anni al massimo!
Non diamo importanza al risultato, la cosa principale è che le ragazze facciano esperienze e si impegnino, in quello che a loro più piace: giocare alla pallavolo.
Presidente, può spiegarci come è strutturata la sua squadra.
La squadra si divide in due grandi parti: la prima riguarda il centro di avviamento allo sport e si occupa di ragazzi dai sette anni in su, l’altra riguarda il settore agonistico in cui è presente sia la compagine under 17 che quella militante in prima divisione.
Tengo a precisare il lavoro che svolgiamo nel centro di avviamento allo sport. Grazie a degli istruttori preparati, facciamo avvicinare gradualmente le bambine a questa disciplina, curando principalmente l’approccio con il mondo dello sport in generale. Siamo convinti, che forzare i bambini a praticare un’attività, che a loro non piace, sia un grave errore ed è per questo che fin da piccole, mostriamo la pallavolo come un puro divertimento.
Non possiamo che essere d’accordo con lei, presidente. Quali spazi utilizzate per i vostri allenamenti?
Fortunatamente abbiamo a disposizione la palestra, situata presso le scuole Moretti a San Benedetto del Tronto. Devo dire che non ci possiamo lamentare, è sicuramente un bell’impianto in cui le nostre ragazze si trovano davvero bene. Negli ultimi anni, abbiamo preso l’abitudine, di svolgere le nostre attività anche a Grottammare, proprio per venire incontro a molte atlete che provengono da lì. Oggi in questi plessi svolgiamo anche le partite, ma la memoria non può che tornare a quando praticavamo i campionati di serie C1 e serie C2, con il Palazzotto dello sport, davvero pieno di persone.
Come riesce la vostra società a coprire le spese che deve sostenere quotidianamente?
La nostra spesa maggiore riguarda l’affitto della palestra e del materiale per svolgere al meglio la nostra attività. Tutta la dirigenza collabora come può, siamo aiutati da alcuni sponsor, che non finiremo mai di ringraziare. Purtroppo non basta e, siamo costretti a chiedere alle famiglie delle bambine più piccole, iscritte al centro avviamento allo sport, il pagamento di una quota associativa. Tengo a precisare che iniziato a fare agonismo, non chiediamo più il contributo alla famiglia e, penso che nella nostra città, siamo l’unica società a fare questa scelta.
Qual è il rapporto che cercate di instaurare con le famiglie delle ragazze?
E’ un rapporto meraviglioso che non ho paura di definire unico! I genitori collaborano come possono, accompagnando le ragazze alle trasferte, impegnandosi anche economicamente quando serve. Devo dire che non si sono mai tirati indietro e, se i loro figli possono continuare a divertirsi, è anche merito loro.
E’ importante che le famiglie capiscano la filosofia su cui si basa la nostra società, spesso abbiamo avuto a che fare con genitori un po’ troppo esuberanti che, premevano verso i tecnici per vedere sempre la loro figlia in campo, oppure rimproveravano la giocatrice dopo una sconfitta.
Questo atteggiamento a noi non piace proprio, abbiamo sempre cercato di farlo capire alle famiglie. Posso concludere che spesso i primi a dover essere educati allo sport, sono proprio i loro.
Sappiamo anche quanta importanza date all’aspetto medico.
E’ vero, su quest’aspetto non abbiamo mai abbassato la guardia. Curiamo moltissimo l’aspetto medico, teniamo alla prevenzione e lo testimonia la stretta collaborazione, che mensilmente abbiamo con la “medicina dello sport?. Anzi, vorrei ringraziare sentitamente il dottor Mario Capriotti che si è mostrato sempre disponibile e attento alle nostre esigenze.
Per noi lo sport è prima di tutto, educazione alla conoscenza del proprio corpo e di conseguenza rispetto per esso.
Purtroppo abbiamo avuto ragazze che si presentavano ai nostri allenamenti e, nella loro vita, non avevano mai fatto neanche un banale controllo del sangue. E’ una cosa inaccettabile su cui noi proprio non transigiamo.
A quali ragazze consiglia questa disciplina sportiva?
E’ uno sport davvero molto affascinante e bello. Lo consiglio soprattutto alle ragazze, visto che è uno dei pochissimi sport di squadra, dove non c’è il contatto fisico.
Lo considero completo dal punto di vista fisico e mentale, che abitua le ragazze a stare insieme
e a rispettarsi a vicenda.
Quali sono le atlete che hanno partecipato alla stagione agonistica appena conclusasi?
Ecco l’elenco: Tremaroli Martina, Pellizzoni Valentina, Rosetti Ilaria, Ortensi Claudia, Bollettini Serena, Brandi Emilia, Grazioli Silvia, Palestini Michela, Vespertini Eugenia, Zazzetta Alessia, Cameli AnnaMaria , Grossi Federica, Gabrielli Stefania, Gabrielli Claudia, Rossi Federica, Piergallini Roberta, Gasparrini Stefania, Serio Sabrina, Pasqualini Giorgia, Assenti Laura, Illuminati Antonella, Belli Lisa Samenta, Liodori Monica, Stracci Loretta, Capponi Serena.
E i vostri tecnici?
Tengo a sottolineare che lo staff tecnico è interamente femminile, proprio perche vogliamo che le ragazze si sentano pienamente a loro agio.
I tecnici sono: Micucci Griselda, Lindori Monica e Jana Kruzikova. Quest’ultima merita un discorso a parte, siamo riusciti a convincerla a non chiudere con la pallavolo, dopo la sua gloriosa carriera. Basti pensare che è un atleta che è arrivata a giocare anche nella nazionale del suo Paese,
e pensare che la sua grande esperienza sia oggi al servizio delle nostre atlete, ci riempie di grande felicità.

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