Si incontrano e si sentono oramai con cadenza frequente gli imprenditori locali che ambiscono a rilevare la guida della Sambenedettese Calcio. Si muovono, giustamente, nell’ombra, anche perché Luciano Gaucci non sembra intenzionato a vendere la Samb – anzi, i propositi del patron romano sono quelli di costruire una squadra che possa ambire al vertice. Inoltre, subentrare a Gaucci in questo periodo non sarebbe facile: non si avrebbe il tempo di acclimatarsi che già ci si troverebbe di fronte alla fase più difficile della gestione, la campagna acquisti.

Ciò non significa che il gruppo in questione non voglia far bene, tutt’altro. Si tratta di un piccolo gruppo di imprenditori facoltosi, alcuni dei quali “inimmaginabili”, che ambiscono a costruire una Samb che possa provare a vincere il campionato di Serie C (anche attraverso i play-off, s’intende) e a piazzarsi stabilmente in Serie B. Per ora sono alla finestra, pronti ad uscire allo scoperto nel caso fosse necessario: ne siano rassicurati i tifosi, perché avere un’alternativa locale non può che rappresentare una forza in più per la Samb.

La Samb, tuttavia, rimane a Luciano Gaucci e alla famiglia: è vero che l’ipotesi di giocare le partite di campionato in un’altra città hanno spiazzato la tifoseria (e sarebbe un autogol tremendo per Gaucci: crediamo che non commetterà questo errore), ma non va dimenticato che i Gaucci hanno riportato la Samb, in due soli anni, dove il suo blasone merita: ad un passo dalla riconquista della Serie B.

Probabilmente l’eccessiva frizione che si è creata tra Luciano Gaucci e il Sindaco Martinelli è risanabile: tuttavia, bisognerà cancellare tutto quanto detto, fin qui, dall’una e dall’altra parte, e anche tutto quanto ipotizzato finora. Servirebbe una trovata geniale dell’Amministrazione, un po’ di coraggio: Gaucci, nel bene e nel male, ha condotto i tempi e i giochi, mentre Martinelli ha rintuzzato.

Crediamo che uno spiraglio possa essere quello di legare al project financing dello stadio “Riviera delle Palme” anche tutta la progettualità inerente l’area Brancadoro, che, nelle ipotesi dei redattori del nuovo Piano Regolatore, dovrebbe essere un’area dedicata alle attrezzature sportive. La debolezza delle trattative condotte tra Gaucci e Martinelli sta tutta qui: per evitare una spesa di qualche milione di euro, necessaria a mettere a norma lo stadio, Gaucci ha proposto al Comune volumetrie ad uso esclusivamente privato, usufruibili per 99 anni. Qualcuno ha storto il naso nel pensare che, in cambio di un piccolo impegno, la famiglia Gaucci potesse usufruire di un così grande patrimonio. E allora perché non provocare il patron? Perché non alzare il tiro, perché non progettare, nell’area Brancadoro, campi da calcio, una pista per biciclette e pattinatori, aree verdi e anche ostelli per la gioventù eco-compatibili, e via dicendo?

Siamo sicuri che un’ipotesi di tal genere non farebbe paura a Gaucci: troverebbe un affare, garantirebbe alla città uno stadio a norma e le strutture sportive tanto necessarie; la Samb resterebbe a San Benedetto e ogni volta che Gaucci tornerà in Riviera troverà il solito calore della gente sambenedettese, elemento non irrilevante per Gaucci. Non c’è altra via.

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