Lo stress partita è andato in vacanza. Si sta ritemprando per la stagione futura sempre più carico di tensione e colpi di scena. In attesa di sapere chi saranno i prossimi giocatori che vestiranno la maglia bianco-celeste del Porto d’Ascoli, ecco coloro che hanno prestato fedeltà alla squadra nella gioia e nel dolore. Se i ragazzi hanno potuto conquistare il quinto posto quando venivano dati per spacciati, il merito va a loro che hanno costruito un gruppo valido e solido. Poi al mister che ha amalgamato con la sua esperienza e la sua umiltà i giocatori. Infine alla società che non li ha mai abbandonati. Seguiti passo dopo passo nei momenti di esaltazione, spronati e incoraggiati nei momenti di scoramento. Presenti ad ogni gara. Tutti, nessuno escluso con il loro entusiasmo e la loro voglia di vincere. Una spalla fondamentale a cui la squadra si è appoggiata trovando quella fiducia e quella forza necessari per affrontare il lungo e faticoso campionato.

PORTIERI: di solito le prime righe sono dirette all’estremo difensore titolare. Noi vogliamo fare il contrario partendo da quello di riserva. Senza, ovviamente, togliere nulla al numero uno. È una scelta, perché Adelino Amabili ha saputo aspettare da vero professionista. Si profilava una stagione quasi interamente in panchina, salvo imprevisti. E proprio quelli hanno evidenziato la maturità calcistica del ragazzo. Quattro le presenze (Offida, Campiglione e Falerone), di cui una a metà del primo tempo nella 20° giornata contro la Folignanese. Proprio in quella partita, Amabili si è distinto nonostante la pesante sconfitta (4-2 il risultato finale). Para un rigore e respinge un quasi gol. Buona la prova anche contro la Folgore salvando in diverse occasioni la vittoria. Vallorani è stato un valido maestro. Il primo portiere è un elemento importante per la squadra. Nel corso della gara non fa altro che incitare e dare indicazioni ai suoi compagni. Quando si trova davanti l’avversario, i suoi guantoni sono gia ben rodati. Per non parlare, poi, dei suoi provvidenziali piedi che respingono o deviano gli attacchi indesiderati.

DIFENSORI: è il reparto che in questa stagione ha avuto più difficoltà degli altri, senza però farsi intimorire da ciò. Giorgini ha avuto l’anno della sua consacrazione da terzino destro. La posizione che gli ha permesso di coprire quando la squadra subiva il gioco avversario e di rilanciare magari avanzando anche, quando si trovavano in vantaggio. E se gli era concesso riusciva a mettere la sua firma come la rete realizzata contro la Grottese nella dodicesima di ritorno. Torna a novembre, recupera la forma migliore e Nannuzzi è pronto. Pian piano si è imposto con spessore, a seconda delle esigenze ha difeso e attaccato. La corsia di sinistra l’ha percorsa parecchie volte per impostare l’azione senza dimenticare le due zuccate vincenti ai danni di Piazza Immacolata e Offida. Nella zona centrale due colonne si sono alternate a sbarrare le iniziative avversarie: Grannò e De Angelis. Il primo a difesa della porta con eleganti passaggi di marcatura, il secondo il linea pronto a far salire il baricentro con lanci lunghi. C’è stato chi come Pizi, ha giocato meno, ma il massimo è stato sempre dato alla causa bianco-celeste.

CENTROCAMPISTI: l’ago della bilancia che dovrebbe pendere sempre in avanti. Non sempre è stato così, tuttavia se undici giocatori (2 difensori, 6 centrocampisti e 3 attaccanti) sono potuti andare a segno il merito è anche loro. Sfortunata la stagione di Filipponi che alla nona giornata si infortuna seriamente il ginocchio, campionato finito. La gioia di aver segnato un gol alla Folignanese e sfornato assist vincenti. Un problema, questo, che ha condotto la società a tornare sul mercato. Facendo qualche spostamento di pedina, Voltattorni da mediano si è ritrovato alle spalle di Vallorani. Come centrocampista è ordinato, mai frettoloso nei passaggi. Da difensore ha imparato a coprire gli spazi senza togliersi il vizio del gol trovato contro l’Azzurra Tirassegno alla 17° giornata. Gaetani e Alfonsi, insieme o separati hanno contribuito alle impostazioni delle manovre. Il primo, secondo la sua caratteristica di rapidità, ha prediletto più un gioco con scambi veloci, il secondo ha preferito più il possesso palla favorendo gli inserimenti degli esterni. Le corsie di destra e sinistra sono state occupate rispettivamente da Di Buò e Marconi Simone. Quest’ultimo, poche le gare in cui il rendimento non è stato alla sua portata, ha macinato chilometri come un forsennato. E le cinque reti sono la dimostrazione di un allenamento meticoloso. Non si è fatto trovare impreparato, i suoi cross sono stati oro per i pirati dell’attacco. Di Buò, invece, oltre a correre (e poi tanto) è un ala fastidiosa per colui che viene marcato. Non molla l’avversario finché la palla non è tornata sui suoi piedi. Negli ultimi tempi non ha trovato la rete che gli avrebbe dato il giusto merito. Poche presenze per Gregori e Straccia. Ancora giovani, hanno fatto la loro esperienza carpendo il meglio dai propri compagni.

FANTASISTI: coloro che si trovano dietro le punte. Giorgi ha avuto un inizio difficile, un infortunio lo ha tenuto lontani dai campi di gioco per qualche mese. Poi il rientro e il recupero di forma. Sempre lì nel mezzo a lottare con i palloni e gli avversari. Scatti veloci e discese incoraggianti lo hanno rigenerato. Non a caso le due reti messe a segno (contro Pagliare e Riviera Samb) sono frutto di un trequartista, mai domo. Nespeca ha giocato poco, ma quando lo ha fatto è stato per vincere. Giochi di gambe, tunnel i suoi principali pregi. Due rigori battuti, uno andato in rete l’altro sbagliato. Più due gol segnati contro la Folgore.

ATTACCANTI: la zona di punta. Gli attaccanti spesso hanno vita dura e Viscioni lo sa bene. Un annata iniziata bene e finita a secco. Solo cinque gol segnati, ma questo non significa niente. Il ragazzo, pur consapevole della mancanza della sua firma nelle partite, non si è mai abbacchiato. Si è messo a servizio della squadra, tornando indietro in aiuto dei compagni. Marconi G, ha fatto molta panchina. L’unica soddisfazione un gol nella gara di ritorno dei play off per dimenticare il rigore sbagliato ad inizio stagione. Il goleador per eccellenza è stato Brandimarte. Undici segnature con due doppiette consecutive. È andato alla ricerca della palla da accompagnare in rete. Non si è mai perso d’animo, neanche quando i risultati erano negativi. Per lui il gol è stato sinonimo di vita.

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