“Non avevamo espresso contrarietĂ , ma chiesto che la
nascita del nuovo strumento per lo sviluppo
infrastrutturale fosse contestuale al coinvolgimento
pieno e diretto delle due regioni e degli Enti locali
interessati. Prendiamo atto che così non è stato,
perché per ora entrano a far della società solo due
azionisti dello Stato che fanno capo al Ministero
dell’economia e le altre partecipazioni vengono rinviate
ad un successivo momento. Nella recente intesa
sottoscritta dalle tra le due Regioni, nella sede del
Ministero delle infrastrutture alla presenza dello stesso
ministro Pietro Lunardi, abbiamo ribadito la
disponibilitĂ  a sperimentare forme di partenariato tra
istituzioni, di collaborazione tra soggetti pubblici e
privati e di integrazione tra diverse forme di
finanziamento. Le due Regioni si sono impegnate a
individuare modalità operative per un’attuazione
unitaria delle opere del Quadrilatero, anche mediante il
ricorso alla finanza di progetto. Si, dunque, alla
realizzazione dell’intero progetto con ricorso a forme
innovative purchè, però, concordate tra le parti. Tale
coinvolgimento va assicurato anche nella
predisposizione di un progetto di finanza che sia
affidabile dal punto di vista normativo e finanziario. La
scelta delle figure del soggetto attuatore unico e del
“general contractor� deve essere necessariamente
espressione dell’Amministrazione centrale e di quelle
Regionali e Locali, da formalizzare in uno specifico
Accordo di programma. E’ in questo spirito e nel
rispetto del principio di leale collaborazione tra
Istituzioni che chiediamo di attivare, in tempi brevissimi,
quel Tavolo di lavoro previsto dal protocollo
Umbria-Marche con la presenza dei Ministeri
competenti e di tutti gli altri partners nazionali e locali
per definire i ruoli di ciascuno e le modalitĂ  di
esecuzione delle opere. Le due Regioni sono
fortemente impegnate da anni per realizzare le opere
del Quadrilatero, un asse viario giudicato strategico per
il loro sviluppo, per quello dell’Italia centrale e
dell’intero paese. Questo obiettivo primario e di
interesse generale va perseguito nel massimo di unitĂ 
di azione tra tutti i soggetti coinvolti e di trasparenza
politica e amministrativa.�

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