Da un’intervista rilasciata sabato al Messaggero,
scaturisce un aspetto altamente inquetante per le sorti
della Sambenedettese Calcio: GAUCCI NON FAREBBE
PIÙ GIOCARE I ROSSOBLU’ AL “RIVIERA DELLE
PALME” BENSÌ ALLO STADIO DI MACERATA

Se la Samb dovesse disputare le gare casalinghe a
Macerata, sarebbe sicuramente la peggiore delle
‘disgrazie’ negli 80 anni di storia della nostra gloriosa
squadra di calcio.

Prima di passare alle mie personali convinzioni è
necessario però un piccolo e significativo preambolo:

ricordiamo ai nostri lettori che il predecessore di
Martinelli, Paolo Perazzoli, cedette alle lusinghe di un
certo Antonio Venturato prestandogli anche denaro ed il
risultato fu: Samb cacciata via da tutti i campionati e
inizio di un contenzioso che sta tutt’oggi investendo
coloro che si fecero coinvolgere proprio per dare fiducia
al sindaco di allora (Il mio impegno personale non
servì allora per aprire gli occhi a chi di dovere!).

Badate, oggi è tutta un’altra questione, Gaucci non è
Venturato, Luciano Gaucci ha una base economica
solida di partenza, i giocatori vengono pagati, i fornitori
anche. La querelle è di altro stampo ma va egualmente
presa con giudizio e serenità seppur partendo dal
principio che tutti indistintamente vorremmo che tra le
parti si raggiungesse un accordo.

Non ci sembra peccato però che tutta la città voglia
vedere in modo trasparente i termini del contratto.
Soltanto così ognuno potrà esprimere un proprio
giudizio nei confronti di Martinelli che, secondo Gaucci,
vuole penalizzare l’attuale dirigenza rossoblù, e nei
confronti di Luciano Gaucci che, secondo Martinelli,
pretenderebbe troppo rispetto a quello che promette di
dare.

Luciano Gaucci, di fronte alle necessità di chiarezza
espresse dal sindaco Martinelli, minaccia di giocare
altrove fino a quando ci sarà questo sindaco. E’ chiaro
che una proposta del genere esula dal calcio (che
ancora tutti continuiamo a chiamare sport!) e diventa un
affare politico.

Il lettore meno smaliziato si fa oggi due idee sbagliate,
la prima è che i sindaci oggi in Italia hanno un potere
grandissimo quasi fossero dei “dittatori? e che, quindi,
l’affare non si fa per un capriccio di Domenico
Martinelli; la seconda è la semplice deduzione che un
altro sindaco, magari di sinistra, raggiungerebbe in
breve tempo l’accordo con Luciano Gaucci. Il lettore
smaliziato (ritengo oramai la maggioranza assoluta a
San Benedetto) sa invece benissimo che le cose non
stanno così.

Qualche colpa ce l’ha anche l’attuale minoranza che,
agli occhi del sottoscritto (per il semplice motivo che
non voglio coinvolgere nessun altro!), continuando a
svicolare, sembra voler sfruttare non tanto
politicamente quanto elettoralmente la situazione. Così
facendo, secondo me, non solo dà l’impressione di
non voler lavorare per la città ma sbaglia anche i suoi
calcoli sulla meta da raggiungere.

Per essere più chiaro, la gente a San Benedetto non ha
l’anello al naso ma (grazie anche ai mezzi di
comunicazione indipendenti come lo è sicuramente il
nostro) saprà valutare benissimo se questo
atteggiamento pilatesco dell’opposizione sia da
premiare o no.

Concludo con una ‘rimembranza’ che data la mia età
posso permettermi: negli anni in cui la
Sambenedettese era guidata da dirigenti locali vigeva
una regola (non saprei se scritta o no) che la
maggioranza della Società non poteva essere ceduta a
persone estranee (il cui significato letterale era
‘persone non tifose della Samb’). A chi chiedeva i
motivi di questa apparentemente innocua clausola
veniva spiegato con un esempio: “Se un ascolano
possidente o meglio tifoso dell’Ascoli, rilevasse la
nostra squadra, potrebbe decidere di farci scomparire
dal pianeta calcio. Per un presunto ‘odio’ nei confronti
della Samb e per un’utilità facilmente comprensibile?.

Una ‘regola’ ilntelligentissima e futuristica che
nell’epoca del calcio busines è stata
comprensibilmente dimenticata. Purtroppo.

La minaccia di Gaucci (per me è una semplice
boutade!) di far giocare la Samb a Macerata, tempo fa
sarebbe stata considerata una grossa BESTEMMIA.
Ora non più? Per me lo è quasi anche adesso ma ho
bisogno del conforto di più lettori possibili. Vi invito
quindi a inviare (via fax 0735 582771 o via e mail
cliccando su SCRIVETE AL DIRETTORE) il vostro
parere. Lo metteremo in rete dopo averne verificata la
possibilità. Grazie.

IL DIRETTORE

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