C’è un giocatore della Teoreo che agli spareggi per la serie D è abituato. Alle vittorie pure.
Salvatore Ferrante ha cambiato squadra, ma i risultati sono sempre gli stessi. Il fantasista partenopeo? il punto di riferimento della Teoreo Montoro. Un vero trascinatore, sicuramente sprecato per il campionato di Eccellenza. Passando dal Pomigliano al Montoro, Sasà Ferrante ha cambiato sia casacca che provincia. Ma, per il secondo anno consecutivo, il trequartista potrebbe conquistare la serie D attraverso la lunga e tortuosa strada degli spareggi. Un’emozione già vissuta la passata stagione, quando con la maglia granata del Pomigliano ha battuto prima il Solofra e poi la Deliese. Oggi Ferrante ci riprova. E’ anche una scommessa personale: vuole vincere qualcosa lontano dalle grandi piazze e dal clima rovente tipico dell’hinterland vesuviano o dell’Agro Nocerino Sarnese.
A Montoro, Ferrante ha trovato le condizioni ideali per portare avanti quest’avventura. Il calciatore è stato il primo a credere in questo ambizioso progetto. E, anche quando le cose si sono messe male, tra ottobre e novembre, Ferrante è rimasto lì, alla corte del presidente Addivinola.
Non poteva tradire una dirigenza che gli ha dato tanta fiducia e che sul suo conto ha investito davvero tanto. Ma, a differenza della promozione col Pomigliano, questa sarebbe una vera impresa, anche per lo stesso Ferrante.
Pur avendo un organico di tutto rispetto, la Teoreo non ha certamente i calciatori che annoverava il Pomigliano l’anno scorso. E poi -come ha affermato lo stesso Sasà Ferrante- il Montoro ha una panchina corta. I giocatori sono contati e, sin dal mese di gennaio, gioca quasi sempre la stessa formazione. Mister Viscido non ha molte alternative.
Nulla a che vedere con l’abbondanza di cui disponeva Gargiulo a Pomigliano. Ma, anche nelle ultime apparizioni, la Teoreo ha dimostrato che questi sono aspetti relativi. Altrimenti, non si spiegherebbe come la Teoreo ha eliminato il Portici, squadra con 25 tesserati, quasi tutti ex professionisti. Ora, dopo aver mandato a casa la favorita della Campania, ovvero il Portici di Mottola, i gialloverdi dovranno tirare fuori gli artigli, giocando con il massimo delle energie rimaste. A Grottammare non sarà una passeggiata nè una gita turistica. Lo sa bene Gerardo Viscido, che dall’alto della sua esperienza non si fida dell’avversario.
Il nuovo accoppiamento tra Campania e la vincente tra Marche ed Umbria ha colto un po’ tutti di sorpresa.
Ed ora c’è curiosità per vedere il confronto tra due realtà molto diverse, che non si sono mai affrontate. Ma se il Grottammare vanta addirittura centoquattro anni di tradizione (è stata fondata nel 1899, prima dell’Us Avellino), per la Teoreo Montoro, società neonata, si tratta dell’appuntamento più importante della sua breve, ma interessante storia. E’ il momento che tutti aspettavano.
E pensare che appena due anni fa, il calcio a Montoro stava per scomparire.
Poi, dopo le disavventure della vecchia Polisportiva, che continua ad essere l’anima portante della società, il fallimento è stato evitato prima dalla nascita del Mons Taurus, e poi dalla fusione con la Teoreo, avvenuta la scorsa estate. Un’emozione da vivere col fiato sospeso, sperando che domenica 15, davanti al proprio pubblico, la Teoreo possa festeggiare la storica promozione in serie D. Tutta Montoro non vede l’ora.
Gianluca Capiraso

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