Queste le priorità del programma di catalogazione dei beni culturali per l’anno 2003, approvato dalla giunta, su iniziativa del presidente Vito D’Ambrosio.
Le risorse finanziarie, pari a 150 mila euro, saranno concentrate su due distinti progetti: redazione degli elenchi descrittivi dei beni immobili di interesse storico-artistico di proprietà degli enti locali; georeferenziazione del patrimonio culturale mobile ed immobile e validazione delle schede dei beni ecclesiastici e religiosi.
Il primo progetto (prevista una spesa di 135.500 euro, che col cofinanziamento degli enti locali salgono a 271 mila), consiste nello svolgimento di attività di supporto tecnico in favore dei Comuni per la compilazione degli elenchi descrittivi dei beni storico-artistico di loro appartenenza. L’azione sussidiaria della Regione consentirà ai Comuni inadempienti di presentare e aggiornare gli elenchi previsti dall’art. 5 del disegno legislativo 490/99, evitando così di incorrere nelle sanzioni previste dalla legge in caso di omessa redazione degli elenchi.
L’obiettivo–si sottolinea nella delibera–è trasferire a ciascun Comune, entro la fine della legislatura, la quota parte di banca dati contenenti la localizzazione dei beni culturali, completi di schede e di immagini. In quest’ambito, assumono un’importanza strategica il censimento e l’individuazione dei beni immobili, spesso importanti contenitori di musei e collezioni d’arte. Le linee generali dell’impostazione metodologica saranno concordate con la Soprintendenza regionale per le Marche; un ruolo importante è svolto dai poli catalografici provinciali che dovranno garantire il coordinamento delle iniziative. Le schede, corredate della foto di documentazione e dello stralcio catastale, verranno caricate nella banca dati e rese fruibili via internet.
Il secondo progetto (spesa di 19.500 euro) prevede l’attivazione, tramite selezione pubblica, di tre rapporti di collaborazione di durata annuale con catalogatori esterni: due per lo svolgimento delle attività di localizzazione geografica del patrimonio culturale, uno per la validazione delle circa 20 mila schede dei beni ecclesiastici e religiosi che, per effetto della recente Convenzione stipulata tra Regione e Conferenza episcopale italiana, affluiranno nella banca dati regionale. Per l’attività di catalogazione svolta dal Servizio tecnico alla cultura è previsto il ricorso a catalogatori inseriti nelle graduatorie predisposte a seguito di selezione pubblica. L’obiettivo è di dotare l’ufficio catalogo di idonee professionalità tecniche, in modo da garantire lo svolgimento delle attività di implementazione della banca dati.
L’attività di catalogazione, presupposto indispensabile per la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale della regione, è strettamente legata anche ai programmi di sviluppo sociale ed economico del territorio. Il Piano per il 2003 vede la Regione in una fase avanzata di catalogazione informatizzata: il patrimonio finora censito è stimato intorno al 25-30 per cento del totale, le schede catalografiche validate sono 80 mila, le immagini superano le 110 mila unità; ma si prevede che nel corso dell’anno affluiranno nella banca dati 30 mila nuove schede catalografiche e 40 mila nuove immagini. Tutto il materiale è fruibile attraverso il sito web regionale www.cultura.marche.it. L’accesso al catalogo consente anche di individuare le emergenze architettoniche di interesse storico-artistico. La consultazione dei dati permette, infine, una lettura integrata dei beni culturali e una prima valutazione del patrimonio a rischio. (s.p.)

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