Sono fiducioso per la gara di Pescara anche domenica scorsa c’è stato un netto calo fisico nel finale
Grilli ci può brevemente riassumere il suo percorso da tecnico che l’ha portato ad assumere attualmente l’incarico di responsabile delle giovanili del Porto D’Ascoli?
“Dunque, in precedenza sono stato alla Civitanovese, e alla Sambenedettese, per poi tornare qui nella mia società col quale avevo iniziato semplicemente come allenatore. Ora sono due anni che ricopro questo importante ruolo di responsabile del settore giovanile. La nostra scuola calcio vede iscritti con noi circa 150-160 ragazzi, dalla categoria dei Piccoli Amici agli Juniores. Quest’ultimi assieme agli Allievi giocano il loro campionato a livello regionale, mentre le altre formazioni, Giovanissimi, Esordienti, Primi Calci e Pulcini disputano campionati a livello locale.
Le altre società giovanili sambenedettesi incontrano numerose difficoltà nel mandare avanti la loro attività, per la carenza di impianti sportivi adeguati. E’ un problema che riguarda anche voi?
“Beh, devo dire che possiamo ritenerci fortunati. Grazie alla buona volontà e la passione del presidente e di alcuni dirigenti, negli ultimi anni il nostro campo Ciarrocchi è stato migliorato. Abbiamo piantato l’erba per facilitare e migliorare le condizioni di allenamento dei ragazzi dei Pulcini e degli Esordienti , nella speranza che cresca e renda il plesso sportivo ancora migliore.
E’una struttura che gestiamo noi, e che sta fortemente crescendo.
Speriamo che anche l’amministrazione comunale ci dia una mano a realizzare i nostri progetti, anche se sappiamo come il Comune non spenda granchè nella costruzione e nel miglioramento degli impianti sportivi in città, malgrado il numero di sodalizi sempre maggiore. Il prossimo anno probabilmente verranno costruite delle piccole tribune per il pubblico.
Insomma, stiamo migliorando anno dopo anno, anche se siamo consci del fatto che ci sia ancora molto da lavorare.
Va rimarcato come la nostra sede sia stata edificata soltanto grazie all’apporto economico del nostro presidente Walter Amante, a cui va, certamente, un sentito ringraziamento. Siamo fortunati ad avere un presidente, ed una famiglia appassionati alla propria squadra, soprattutto in questo periodo, nel quale, trovare gente predisposta ad aiutarti è sempre più complicato. In passato non era difficile avere una mano anche dal piccolo commerciante, che volentieri elargiva piccole somme, anch’esse fondamentali però, per una società come il Porto D’Ascoli. Oggi è davvero difficile trovare persone di questo tipo. In più, altra complicazione che abbiamo, è quella di trovare personaggi competenti e convinti nel seguire i ragazzi. Dobbiamo ringraziare i genitori di qualche ragazzo, che ci forniscono aiuti in questo senso. Se perdiamo un ragazzo, avvolte, perdiamo anche una persona capace in questo lavoro. E’ praticamente impossibile trovare qualcuno che segua i ragazzi perchè gli piace fare calcio. Tuttavia, anche questo scoglio per noi, è in via di superamento.
Quali sono i rapporti del settore giovanile del Porto D’Ascoli con la prima squadra? Com’è andato il campionato di quest’ultima quest’anno?
“Abbiamo un buonissimo rapporto tra la Juniores e la prima squadra, soprattutto grazie all’allenatore Alesiani, un mister giovane, che crede nei giovani stessi. Questa stagione ha fatto esordire nel campionato di Prima Categoria tre quattro ragazzi, e vari sono stati quelli che per tutto l’anno si solo allenati con la prima squadra. Il Porto D’Ascoli è andato bene, ci siamo qualificati per i play off, anche se poi sfortunatamente siamo stati eliminati dalla Cuprense in due partite strane e indecifrabili, ma questo è il calcio.
Gli spareggi sono partite a sé, nel quale è impensabile fare dei pronostici. Certo, forse avremmo potuto fare qualcosa in più, ma alla fine è andata bene così, e siamo assolutamente soddisfatti
C’è qualche ragazzo che partito dalla vostra formazione ha poi proseguito la sua carriera in categorie superiori?
“Purtroppo faccio molta fatica a ricordarmi i nomi, comunque c’è un ragazzo che ha giocato con il Lanciano ed il Chieti, e Liberati che è finito a giocare nel Casale. Molti ragazzi che poi in questi anni avevamo ceduto alla Samb, ora militano in campionati come la Serie D o la Promozione. Insomma abbiamo sparso ragazzi un po’ in tutte le società dilettantistiche della zona.
Il rapporto con la Samb?
Abbiamo da sempre un ottimo rapporto, e da sempre cediamo vari ragazzi alla squadra rossoblu. Quest anno non lo abbiamo fatto perché penso proprio che non ne avessero bisogno! Siamo felici di dare i ragazzi alla squadra cittadina più importante, anche se speriamo che questa riorganizzi il suo settore giovanile in maniera migliore dell’attuale. Ora come ora, questa situazione ci sta creando soltanto problemi. Le cose per loro non stanno andando bene, e sicuramente, se si organizzassero meglio, farebbero un favore dapprima a loro stessi come squadra professionistica, ed in seconda battuta anche a noi. Fortunamente non abbiamo risentito in maniera negativa della creazione della Scuola Calcio della Samb, ma anzi, siamo cresciuti numericamente. Le altre squadre però ne hanno risentito davvero troppo. La scuola calcio è una fonte di guadagno e sostentamento per le piccole società come la nostra, e la Samb, involontariamente, creandola, ha dato una mazzata a tutte le altre formazioni calcistiche della città. Naturalmente, in questo momento il nome Samb ha un richiamo enorme, tanto che sono riusciti ad avere 150 ragazzi nell’arco di pochissimo tempo. Sono contento per loro, anche se però, avrebbero potuto costituire il tutto in un modo migliore. Anche nelle categorie superiori, si nota la disorganizzazione rossoblu. Una società professionistica come lo sono loro, dovrebbe tornare a fare dei provini per i ragazzi, come accadeva in passato, lasciando a noi i ragazzi meno dotati tecnicamente. Basti pensare che io sostenni tre o quattri provini nel tentativo di vestire la maglia rossoblu, mentre ora viene preso chiunque si presenta.
Poi è difficile per un ragazzo che gioca con la Samb, accettare di giocare con il Porto d’Ascoli o il Ragnola, e tanti pur non di cambiare, finiscono per perdersi per strada. Ricordo di ragazzi usciti dal settore giovanile della Samb che non ne volevano sapere di scendere in categorie come Promozione o Prima Categoria, salvo poi nel giro di qualche anno, essere costretti a farlo, nella speranza di proseguire la loro carriera.
Che rapporto avete coi genitori dei ragazzi?
“Qui al Porto d’Ascoli i genitori non creano nessuna pressione, accettano le nostre scelte, e anzi, come detto prima, spesso ci aiutano. Se penso però al periodo che ho passato alla Samb, non posso che notare la differenza. Lì ci sono pretese, ed è difficile lavorare. Gigi Voltattorni malgrado non abbia alle spalle una società che crede nel settore giovanile, sta facendo un grandissimo lavoro.
Che valori cerchi di trasmettere ai ragazzi?
“Sicuramente per prima cosa la lealtà sportiva, ricordandogli che il calcio è lavoro e sacrificio. I ragazzi però, sono superficiali, che si stancano subito. Ciò rende tutto complicato. Mentre con i Giovanissimi si lavora ancora bene, nelle categorie Allievi e Juniores, gli altleti si fanno prendere da altri interessi, e non è facile farli allenare con costanza ed impegno.
Quali sono gli obiettivi futuri del Porto D’Ascoli?
“L’obiettivo primario della prima squadra è quello di vincere il campionato di Prima Categoria, per poi rimanere stabilmente in Promozione. Quest’anno ci abbiamo provato ed è andata male. Ci riproveremo l’anno prossimo, consapevoli che sarà ancora più difficile, visto che avremo contro squadre importanti come Acquaviva e Sangiorgese.
Passando alla Samb…come hai visto in generale il campionato, e come vedi la trasferta di Pescara?
“Nel girone d’andata ho visto una grandissima Samb, che andavo a vedere anche per imparare qualcosa a livello tattico. Nel girone di ritorno è stata una delusione, compresa la partita di sabato, dove ho visto un calo fisico pauroso. Speriamo che il gol ci possa servire per passare il turno. Io ci credo!

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