Sono il messaggio che lancia alla squadra ed il suo pensiero schietto sullo stadio da ristrutturare
E’ molto sbagliato emettere giudizi su Luciano Gaucci senza conoscerlo almeno un po’, come sta succedendo a noi sambenedettesi. La sua vita, specialmente quella affettiva, lascerebbe pensare ad una persona ‘materialista’ e magari anche un po’ leggera. Non è così, ha basato la sua vita sui sentimenti. La sua più grande soddisfazione è stata quella di avere figli che sono i suoi tesori più grandi… dopo vengono le sue squadre di calcio.
La cosa che però al sottoscritto sorprende ancora di più che è una delle poche persone al mondo che riesce a parlare senza sotterfugi o con mezze parole. Emblematico il suo comportamento prima nel ritenere che la sua permanenza a San Benedetto dovrà pur essere motivata con qualcosa in cambio da parte della città (legittimo), poi nel riferirci senza peli sulla lingua che la nostra città non è matura per il progetto di ristrutturazione dello stadio di cui tanto si parla.
Insomma dietro al dna dell’affarista c’è un cuore grande così che tempo fa lo portò chiedere perdono ai tifosi ed piangere davanti a loro. Si poteva pensare ad un colpo di teatro. Non era così.
Un pronostico per Pescara-Samb ed un incitamento alla sua maniera?
Una partita molto incerta che si vince con la forza dei nervi. Chi è più pronto, chi è più reattivo, chi è più deciso, chi è più lucido riesce a prevalere perché noi abbiamo questo piccolo vantaggio ma dobbiamo ricordare che loro pure possono avere armi micidiali contro di noi. Giocano a casa loro, giocano con il sangue agli occhi, giocano con il cuore ma, se li aspettiamo sereni e poi colpiamo, possiamo avere noi il bandolo della matassa. Un incitamento alla mia maniera? Le parole che loro sanno sono Non demordere mai, è una partita che si gioca non all’ultima goccia di sudore ma di sangue.
Resterà a San Benedetto indipendentemente dal risultato dei play off
Sì, resto indipendentemente dai risultati dei play off. Ho già deciso.
“O il progetto o porto la Samb a giocare fuori?, disse qualche tempo fa. Oggi è dello stesso parere?
Sì ma quello è un progetto finto… ci vuole gente che sa gestire, non è che fanno un progetto… Noi lo vogliamo ma non abbiamo interlocutori per affrontare un problema del genere. Se il Comune va avanti assegnando il progetto ad altri? Che deve andare avanti, non ci credo proprio, per fare le cose serve saperle fare.
Fra non molto ci sarà, per questo motivo, un’assemblea pubblica
Ma quale assemblea pubblica, ripeto non credo che si faccia qualcosa.
Quali condizioni devono verificarsi affinché Colantuono lasci la guida della Samb?
Colantuono rimane comunque, non ci sono alternative a lui.
Qual è l’ambiente più consono a lei tra Perugia, Catania e San Benedetto? La verità!
Sono tre piazze completamente diverse: la più passionale è logicamente San Benedetto, la più importante come numero di persone è Catania , Perugia è importante perché sta in serie A. Non è possibile scegliere, è come se preferissi un figlio invece che un altro.
La serie A con la Samb, un evento alla Chievo, visto poi che a lei non piace mai perdere. Non la stuzzica l’idea anche per i riflessi che avrebbe sulla sua immagine a livello nazionale?
Mi stuzzica molto ma prima bisogna fare questo gradino che è molto tortuoso e difficile. Se riusciamo a superare questo subito dopo pensiamo all’altro. E’ vero i riflessi di immagine sarebbe enormi se l’impresa va in porto.
E’ vero che la Samb le è stata consigliata da Cosmi?
Cosmi mi ha detto sempre che San Benedetto del Tronto è una grande piazza.
Si è pentito di non aver rinforzato la squadra nel mese di gennaio?
Non mi sono pentito assolutamente, sa, nella vita succede che se tu mangi una cosa che ti piace poi ne vuoi ancora un’altra e un’altra ancora. Noi con la Samb abbiamo fatto tantissimo e c’è sempre quel rammarico che si poteva fare di più. Allora dico: e perché quelle squadre che stanno sotto di noi, non hanno fatto meglio? Vi rendete conto che quello che abbiamo fatto è un miracolo dei miracoli, sono tre anni che vinciamo, due promozioni e gli attuali play off.
Nel Perugia lancia molti giovani, nella Samb no. Perché?
Sono categorie diverse, se la Samb salisse di categoria allora si può iniziare a lanciare giovani, in serie C l’esperienza è la cosa più importante. Nelle categorie inferiori serve la maturità e poi, se vuoi un giovane di primo piano, sicuramente non accetta, se lo prendi di secondo piano non serve a niente, quindi! Inoltre l’effetto valutazione è realizzabile soltanto in serie B o A.
Alcuni giorni fa abbiamo riportato le lamentele di natura economica da parte di qualche giocatore rossoblù…
Non esistono problemi di natura economica, adesso loro hanno preso i soldi fino a febbraio. Ci sono squadre che non pagano gli stipendi da ben sei mesi!
Del caso Agnello è uscito fuori tutto o può aggiungere qualcosa di inedito?
Agnello lo abbiamo mangiato, Pasqua è passata.
Ci può raccontare qualcosa della sua infanzia e della sua giovinezza?. Come si viveva a Roma negli Anni Cinquanta? Cosa le manca di più di quel periodo?
Io ho sempre lottato come sto lottando adesso, ho la grinta nel mio dna e continuo a trasmetterla sia ai miei figli che alle squadre che dirigo. Non rimpiango nulla, ogni periodo è a se, nella vita tutti possono fare di più, io sono contento così, anche perché non finisce mai, nella vita c’è l’infinito del di più.
Da sempre appassionato di cavalli, come è avvenuto il suo ingresso nel mondo del calcio? -Dopo la Roma, in che modo è approdato a Perugia?
Prima è arrivato il calcio, subito dopo (un anno dopo) i cavalli. Sono sempre stato un appassionato di calcio e della Roma in particolare, vi sono dentro da quando sono entrato come vice presidente della società giallorossa. Da calciatore ho giocato a livello amatoriale, ho fatto l’allenatore a livello di quartiere (ecco spiegata la sua competenza ndr).
Per quale persona nutre, o ha nutrito, la maggiore stima?
Per l’attuale sottosegretario Gianni Netta.
Qual è la più grande soddisfazione che ha avuto finora nella vita e quale, invece, nella sfera calcistica?
Avere i figli. Nella sfera calcistica le soddisfazioni sono state varie con tutte le promozioni raggiunte: tre con il Perugia, due con la Sambenedettese, una con il Catania, non mi posso proprio lamentare.
C’è un giocatore, un allenatore o un dirigente che l’ha particolarmente deluso dal punto di vista umano?
Ci sono tante persone che deludono nella vita ma quelle vanno dimenticate, le cose brutte non servono, bisogna sempre ricordare quelle belle.
Domenica scorsa sua figlia Federica ha fatto la Prima Comunione. Che rapporto ha, lei, con Dio e la religione?
Io sono religioso da sempre. Frequento, i giorni di festa vado a messa.
La vediamo spesso con un distintivo degli Stati Uniti sulla giacca. perché?
Niente, quando sono stato in America per l’elezione di Bush, il presidente mi ha consegnato personalmente il distintivo che ha dato alle persone più vicine a lui. Ma non mi ha dato solo quello, mi ha inviato anche lettere personali.
Della sua vita privata abbiamo appreso particolari inediti da una sua intervista al settimanale “Chi?. Può aggiungere qualcosa?
L’unica cosa è che ora possiamo raggiungere anche questo bel traguardo con la Samb. Domenica non vado a Pescara ma mercoledì sarò di nuovo a San Benedetto. Ho detto ai ragazzi: permettetemi di venire mercoledì da voi…
Cosa le è rimasto di Elisabetta Tulliani? L’ex presidente della Samb è stata una presenza assidua nei primi due anni sambenedettesi?
E’ una ragazza bravissima, non ho niente di particolare da dire se non che ci siamo lasciati in maniera affettuosa.

Grazie presidente e complimenti per la sua schiettezza e disponibilità

NAZZARENO PEROTTI

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