Il Pescara passa con merito alla finale, questo è il responso del campo e l’unico da rispettare, anche se il secondo tempo dei rossoblù è stato stratosferico, di gran lunga superiore ai venti minuti di fuoco del Pescara rilevati nella gara di andata. Le recriminazioni sono anche altre (tre decisioni dubbie di Giannoccaro e del suo guardalinee tutte contrarie alla Samb, con due reti annullate e un rigore negato), ma questo fa parte del calcio, e non crediamo che la società rossoblù trascorrerà un anno a recriminare su Giannoccaro. Quest’ultimo, però, nelle quattro partite in cui lo abbiamo visto dirigere nell’ultimo anno, ha commesso un grande numero di errori (pro e contro la Samb), tanto che la sua designazione non ci era piaciuta già prima della partita. Ma passi.

Quello che non deve passare è il clima intimidatorio e le scorrettezze che si sono dovute sopportare a Pescara. Ivo Iaconi dice bene: «Se c’è stato qualcosa prima della partita me ne dispiaccio, ma non credo abbia condizionato l’incontro». Bisogna però ricordare che con i “presunti? fattacci di Catania (presunti in quanto non eravamo personalmente presenti), si sia inscenata una guerra contro la Samb che non doveva iniziare, e che ha avuto il suo apice nell’aggressione subita dalla squadra da parte di un gruppo di facinorosi, che indossavano le casacche della security e che abbiamo riconosciuto anche a bordo campo durante l’incontro. La Samb, ricordiamo, ha presentato riserva scritta per quanto accaduto.

Ma chi sono i responsabili? Certo, in primis, quei teppisti che si sono “prestati? ad un comportamento antisportivo e che non fa onore a quella che resta la grande tifoseria del Pescara. Ma chi li ha fatti entrare? Alcune testimonianze ammettono che i teppisti sono stati lasciati entrare senza pagare biglietto di ingresso. Di sicuro hanno indossato delle casacche che il Pescara Calcio non doveva consentire che venissero distribuite a certi personaggi. Chi le ha date? Se le sono prese da soli? Il magazziniere? O qualcuno più in alto? Rimandiamo i nostri lettori agli articoli apparsi su sambenedettoggi.it lunedì 26 maggio, in cui si riportavano le dichiarazioni del patron del Pescara Scibilia (“i nostri tifosi nel servizio d’ordine?). Attenzione: quanto accaduto potrebbe aver avuto una lunga gestazione, quasi un atto premeditato. Ci sono poi le dichiarazioni del direttore sportivo Angellozzi, che afferma che il vice-presidente del Pescara, Oliveri, era presente e in qualche modo, corresponsabile, per lo meno, di incredibile disorganizzazione, e che dovranno trovare smentita o conferma.

Altro capitolo molto dubbio e davvero incredibile, è la mancata presenza delle forze dell’ordine al momento dell’arrivo del pullman della Samb. Innanzitutto, come spiega il direttore generale della Samb Molinari, le normative che regolano le gare play-off sono esplicite: i giocatori ospiti devono essere tutelati al momento del loro arrivo. In una partita come Pescara-Samb, una lacuna del genere è vergognosa, lascia adito a dubbi che potrebbero avere risvolti clamorosi e palesa, come minimo, la totale inefficienza delle forze dell’ordine pescaresi in questo frangente. Diciamola tutta: dopo quel che si è sentito dire dai dirigenti pescaresi nelle ultime settimane, l’arrivo del pullman della Samb era sicuramente il momento più delicato dal punto di vista della sicurezza, e l’assenza delle forze dell’ordine ha del clamoroso.

Terminiamo con un’altra precisazione. Noi non scriviamo né per fomentare disordini, né per creare inutili tensioni. Scriviamo per riportare quel che vediamo e sentiamo, e qualche volta quel che pensiamo, sempre nella convinzione di dire la verità (sbagliare, poi, è umano). In sala stampa siamo stati etichettati da un collega di Pescara come pseudo-sobillatori di scalmanati soltanto perché in settimana siamo stati puntigliosi a rimarcare le dichiarazioni di Scibilia (poi divenute realtà!), o forse perché non abbiamo ritenuto corretta la gestione del numero dei biglietti da destinare ai tifosi della Samb (polemica anche qui perfettamente suffragata dai fatti e non campata in aria, si veda il tira e molla sulla diretta). Noi abbiamo solo riportato quel che è stato detto e scritto, non abbiamo incitato nessuno alla violenza e anzi, quando è accaduto qualcosa di sgradevole a San Benedetto, ci siamo ben guardati di avallare i comportamenti da teppisti. Non è nostra responsabilità, poi, se qualche scalmanato ha preso alla lettera le dichiarazioni di Scibilia…

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