… e le polemiche non finiscono qui!
La vittoria della Samb ai danni del Pescara ha scatenato un turbinio di controversie che faranno da filone per tutta la settimana. Rigore negato a Giampaolo e Bellè, sul penalty assegnato ai marchigiani c’era un fuorigioco di Fanesi, punizioni dal limite non fischiate, sono questi i fatti tanto recriminati dai bianco azzurri. La dirigenza abruzzese è entrata in sala stampa scura in volto pronta a dar sfogo a tutta la loro indignazione. Il primo che non ha resistito a parlare è stato il tecnico, Ivo Iaconi “non voglio pensare che il calcio stia morendo. Il risultato è bugiardo: non meritavamo di perdere. Non era facile creare tante occasioni in questo stadio, e noi ci siamo riusciti. Faccio i complimenti ai ragazzi, mi lasciano ben sperare per il ritorno. Dovremmo registrare qualcosa in difesa, ma roba di poco. Resto ottimista perchè, per l’ennesima volta, abbiamo dato la dimostrazione di saper reagire alle avversità. Chiedo solo che vengano rispettate le regole, questa sconfitta brucia”. Parole di fuoco anche del presidente del Pescara, Pietro Scibilia, che non ha più intenzione di sopportare. Ha minacciato di spifferare i retroscena del calcio, se dovesse persistere questo atteggiamento ostile nei confronti della sua squadra. L’arbitraggio di Carlucci lo ha fortemente indispettito. “La storia si ripete – ha dichiarato – Ci sono stati negati due rigori clamorosi, quello su Giampaolo ha poi dell’incredibile. Come si fa a chiudere gli occhi su un fallo del genere? Se non si mettono a posto le cose, denunceremo tutti. Adesso mi sono proprio stufato di subire torti e ingiustizie. Intanto andrò a parlare con il disegnatore arbitrale, Maurizio Mattei, per chiedere spiegazioni. Quetsa volta ho intenzione di andare fino in fondo, non resterò con le mani in mano. Resta la rabbia per il danno subito”.
Pure Sbrizzo alimenta il polverone: “In questo primo round con la Samb ho visto qualcosa di poco chiaro. La conduzione di gara non è stata equa. Al ritorno lo stadio Adriatico non tollererà le ingiustizie, anzi, delle altre ingiustizie”.

Se al Riviera erano in 13 mila, all’Adriatico saranno in 20mila
Il vicepresidente del Pescara, Oliveri, fa un appello alla città abruzzese: “Mi sento derubato. Succedono sempre le stesse cose e sempre in favore delle stesse persone. Abbiamo sollecitato chi di competenza e parlato senza peli sulla lingua, ma i risultati sono stati questi. A questo punto solo 20 mila pescaresi allo stadio potranno garantire il regolare svolgimento della semifinale di ritorno. Dobbiamo formare un monoblocco, se vogliamo proseguire in questa avventura.” Lo sponsor tecnico del Pescara, Maravalle, è dello stesso parere: “Lo stadio deve tornare quello dei tempi magici: insieme si vince anche contro le follie arbitrali”.
Che abbiano provato una leggera invidia per lo splendido pubblico e la spettacolare coreografia del Riviera?

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