Manfrin, può innanzitutto farci un breve riassunto della sua carriera da calciatore e di ciò che ha fatto una volta terminata la sua parabola agonistica?

“Ho iniziato a giocare nelle giovanili dell’Inter all’età di 14 anni, dove ho fatto tutte le categorie arrivando fino alla prima squadra nerazzurra, con la quale ho debuttato a 18 anni. In seguito, ho girato un po’ tutta Italia. Sono stato cinque anni a Ferrara, nella Spal, ho proseguito andando a giocare per tre stagioni nel Genoa, un anno nel Milan e nella Pistoiese. Poi sono arrivato alla Samb, dove sono rimasto per tre anni, prima di terminare con due anni al Perugia.
Una volta conclusa la mia storia da calciatore, ho conseguito la laurea a Coverciano come direttore sportivo. Ho collaborato per due anni in C2, prima con il Suzzara, e poi con il Gubbio. Ora svolgo il compito di osservatore per la prima squadra del Parma da ben dieci anni.?

Può farci un quadro generale dell’attività della Mariner?

“La Mariner, come tutte le altre società che hanno costituito una scuola calcio, ha tutte le categorie dai piccoli amici agli Allievi. Coinvolgiamo all’incirca 150 ragazzi. La nostra è senza dubbio uno dei sodalizi più affermati e conosciuti della città. I risultati non mancano, visto che, malgrado le difficili condizioni in cui siamo costretti ad operare, siamo anche riusciti a battere la Samb. Io sono sempre convinto che alla fine col lavoro, i risultati debbano arrivare per forza. “

Qual è il motivo che l’ha spinta a rimanere a San Benedetto una volta finita la sua esperienza in maglia rossoblu?

“Beh..il motivo è semplice, mi sono sposato con una ragazza sambenedettese che ho conosciuto ai tempi che giocavo qui. Anche mio figlio è nato in questa bella città. Sono 18 anni che vivo qui in Riviera e non posso di certo lamentarmi. Si vive in maniera totalmente serena, ben lontani dallo stress e dallo smog delle grandi città. E’ un posto sano e salubre, dove si sta benissimo, e poi c’è anche il mare..?

Quali sono i problemi che una società giovanile come la Mariner deve affrontare per proseguire la sua attività in maniera proficua?

“I problemi penso proprio che siano quelli che hanno un po’ tutti coloro che operano in questo settore in questa città. Il Ballarin ci costa davvero molto di affitto mensile, che versiamo alla Samb Rugby, e non è certo un campo che si può definire adeguato alle nostre esigenze. E’ sì, glorioso, storico, ma oggi come oggi non può rispondere a ciò che noi vorremmo. Di inverno gli spogliatoi finiscono spesso per allagarsi, ed il campo non riesce a tenere delle piogge abbondanti. D’estate invece, col caldo, diventa un polverone. L’erba non riesce nemmeno a crescere, visto che il campo è continuamente utilizzato da varie squadre. Siamo di frequente costretti a rimetterci di tasca nostra, sia economicamente, che come tempo, nella speranza di trovare un buco libero nell’utilizzazione del campo. Purtroppo, se non facciamo calcio per i ragazzi, noi ex calciatori veniamo criticati, se lo facciamo non va bene il modo nel quale svolgiamo la nostra professione. C’è indubbiamente qualcosa che non quadra in questa situazione.

Avete mai chiesto aiuto all’Amministrazione Comunale a riguardo?

“Il comune non ha mai fatto nulla per noi. A San Benedetto ci sono 10 realtà calcistiche, ma la titano totalmente strutture decenti, che riescano a sopportare tale richiesta. Sono anni che sono qui, e mai nulla è cambiato. Invece di piantare così tante palme, o costruire tanti monumenti, sarebbe stato più opportuno investire denaro in una cittadella dello sport, con delle strutture all’altezza. Invece di darci una mano, cercano in qualsiasi modo di metterci i bastoni tra le ruote. Far crescere i ragazzi in posti e strutture sicure, sarebbe un bene per la città stessa, che vive di queste cose. Noi siamo pronti a venire incontro all’amministrazione, ma ci vuole collaborazione, che da anni ci viene assolutamente negata. Non credo esistano posti dove nei campi di calcio parcheggino le roulotte (vedi Campo Europa, o Campo Rodi.), tutto ciò, è incredibile. Queste cose fanno perdere la passione e gli stimoli che ognuno di noi mette in un suo progetto o lavoro.

Quali sono i rapporti che avete con la Samb Calcio? Alcune società si sono lamentate per la creazione della scuola calcio da parte della società di Gaucci

“Non ho molto da dire a riguardo. Posso dire che è troppo facile salire sul carro dei vincitori, invece di affrontare i problemi e le difficoltà col quale ogni giorno dobbiamo far fronte noi, che siamo quasi dilettanti allo sbaraglio.
Abbiamo perso 30-40 ragazzi dopo la nascita della scuola calcio rossoblu, ma penso che tutto questo sia anche normale. In fondo, loro hanno un forte richiamo, una loro importanza, ed il bambino, spinto anche dai genitori, alla fine li sceglie. Però, quello che possono offrire loro, o quello che offriamo noi sono la stessa cosa. E’ solo un illusione quella di giocare con la Samb.

Cosa ne pensa del settore giovanile rossoblu?

“Devo dire che non mi piace il modo col quale Gaucci gestisce il settore giovanile, e più in generale la prima squadra stessa. Per me questa è una squadra snaturata, perché succube dei voleri e le volontà del suo patron. Se se ne va lui, ditemi, cosa succede qua? Ma con uno come lui, non c’è mai da stare troppo tranquilli, e ne abbiamo avuto alcune prove. Gaucci pensa soltanto alla prima squadra. E’una persona capace, affiancata dai suoi due figli ben preparati, ma riduce tutto ad una questione economica e di interessi.
Tornando alla Beretti, devo dire che Gigi Voltattorni è davvero una persona seria e brava. Purtroppo, malgrado sia in una formazione così importante, e che disputa un campionato di livello come lo è la C1, non ha la possibilità di fare selezioni e provini, come qualsiasi altra squadra di questo rango fa. I ragazzi vengono accettati un po’ tutti, esattamente come facciamo noi, con la differenza che noi della Mariner siamo dilettanti, e loro sono professionisti.

Negli ultimi anni sono sorte varie scuole calcio, che richiedono una quota d’iscrizione a pagamento. Come mai?

“Quando si fa sport, ovunque si vada, va detto che si paga. Se giochi a tennis, o a nuoto per esempio, devi elargire una somma per iscriverti. Non è nulla di così strano quindi, se consideriamo anche tutto il materiale sportivo che diamo ai ragazzi, come borse, tute, maglie,ecc..praticamente devono comprarsi solo le scarpe!

In qualità di ex giocatore e tifoso acquisito, cosa ne pensa degli ormai prossimi play off che ci vedranno opposti al Pescara?

“Il mio augurio è che la Samb torni in serie B, anche perché l’ultimo anno che ho giocato qui, eravamo ancora tra i cadetti, che i miei compagni avrebbero abbandonato l’anno seguente. Personalmente però, avrei preferito giocare contro l’Avellino che ritenevo una squadra abbordabilissima. L’unica difficoltà sarebbe stata quella di giocare in Campania, ma sono sicuro che avremmo vinto sia in casa che fuori. Il Pescara invece ora è in grandissima condizione, ha rifilato 3 o 4 gol ad ogni malcapitato avversario negli ultimi tempi. Sinceramente la prospettiva di affrontare i biancoazzurri ora, mi spaventa.

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