515 chilogrammi annui procapite di rifiuti prodotti con un trend in crescita dal 1995 (507 chili procapite): questa la pesante eredità che ogni cittadino marchigiano lascia all’ambiente.
Non è una situazione di emergenza, anche se é superiore, di poco, alla media italiana pari a 501 chilogrammi procapite. L’aumento, però, è nettamente inferiore. A dimostrazione che sta crescendo la cultura di diverso rapporto dei cittadini con le abitudini della società del consumo e cioè l’usa e getta: il principale problema del settore per la grande quantità di rifiuti da eliminare che provoca.
Su questi temi, su come sono stati affrontati nelle Marche e su come rilanciare l’attività del settore pubblico mirando a ridurre i rifiuti, prima di tutto, si apre giovedì Il Convegno al Forum regionale. Organizzato dalla Regione Marche per fare il punto sullo stato di attuazione dell’attuale Piano regionale, servirà anche a delineare gli indirizzi del prossimo piano.
Il Convegno prenderà il via alle 9.30 presso la Mole Vanvitelliana di Ancona con gli interventi del Presidente della Giunta regionale, Vito D’Ambrosio, e dell’assessore all’Ambiente, Marco Amagliani. Proseguirà fino al giorno successivo con tavole rotonde e vari interventi di esperti e amministratori delle istituzioni e delle aziende che operano nel settore, oltre che delle associazioni ambientaliste e delle strutture operative della Regione. Venerdì mattina verranno premiate le scolaresche marchigiane che hanno partecipato al concorso La Valigia. Le opere sono state realizzate con materiali di scarto e sono esposte all’interno della Mole.
La situazione marchigiana non brilla in senso positivo, ma non è nemmeno paragonabile alle emergenze di alcune zone d’Italia. Resta il fatto che la tendenza va assolutamente invertita diminuendo i rifiuti attraverso tanti strumenti; per primo l’educazione ambientale dei cittadini verso prodotti di lunga durata o l’abitudine a differenziare la raccolta. Soluzione necessaria sembra dimostrarsi quella della termodistruzione e solo ultima: lo smaltimento. Nelle Marche operano 16 discariche ed esistono tre impianti di incenerimento. Il più importante è quello del Consmari di Tolentino, il consorzio che opera con un ciclo complesso su tutte le funzioni della raccolta dei rifiuti. Gli altri sono ad Ascoli e Fermo. Ancona e in particolare Pesaro sono le due province dove la situazione è più arretrata per l’assenza di una impiantistica sufficiente. Al contrario Macerata è quella più avanzata, come dimostrano anche i dati sulla raccolta differenziata, realizzata sempre dal Consmari, con punte di Comuni ricicloni sopra il 35% del totale dei rifiuti prodotti: oltre gli obiettivi fissati a livello nazionale.(fb)

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