Siamo oltre modo lieti che un suo cruccio sia quello che da sempre è il cavallo di battaglia della nostra testata cioè l’unità di intenti fra i responsabili del settore turismo. Correndo ognuno per proprio conto, il rischio di una brutta fermata non è da scartare.

Se le parti non si decidono di programmare insieme, il nostro turismo corre grossi rischi
Quali sono le previsioni per la prossima stagione turistica?
Per la prossima stagione le percezioni sono positive, probabilmente saremo ancora favoriti dalle ‘disgrazie altrui’, dato che gli Italiani preferiranno le mete ‘nostrane’. (allude chiaramente alle recenti tensioni riguardo la SARS).
Ci sono iniziative particolari da parte dell’Assoalbergatori?
Il nostro programma promozionale volge al termine, stiamo ultimando le ultime iniziative. Abbiamo recentemente collaborato con la Confcommercio e la Gastroten, mentre lo scorso week-end siamo stati all’Ecotour di Pescara e alla fiera del turismo di campagna a Porto Sant’Elpidio. La novità di quest’anno è stata la frequente partecipazione alle fiere in programma in Italia e in Europa, inolte eravamo presenti in tutti i centri commerciali marchigiani e in alcuni italiani con un nostro stand in collaborazione con l’Acot di Cupra e il Consorzio Turistico ‘Riviera delle Palme’. Altra novità di quest’anno è stata il nostro catalogo: stampato in 85.000 copie di cui 65.000 allegate ad un’uscita de ‘i viaggi di Repubblica’.
Negli ultimi anni gli esercizi alberghieri stanno diminuendo, a favore di residence e mini-appartamenti: che giudizio dà a questo fenomeno?
Pur comprendendo le motivazioni che inducono gli imprenditori a cambi di destinazione da hotel a residence, nella difficoltà di mettere a norma le strutture con ingenti investimenti, sono convinto che il turismo in questo modo possa perdere in qualità.
Cosa manca al turismo della Riviera delle Palme per migliorare ancora?
Una programmazione seria di progetti di promozione e di accoglienza: manca il raccordo fra tutte le entità che operano nel settore e bisognerebbe che tutti i comuni della Riviera delle Palme e dell’entroterra si riunissero in un progetto comune; tale opera di raccordo dovrebbe essere svolta dal neonato sistema turistico locale: Piceno Maremoti.
San Benedetto, Grottammare e Cupra Marittima sembrano diversificare le proprie politiche turistiche: eventi di massa la prima, avvenimenti più elitari la seconda, mentre Cupra richiama un turismo più giovanile grazie ai camping. Ritiene che vada cambiato qualcosa?
Sul turismo di massa non sono molto d’accordo. San Benedetto ha un target principalmente familiare, ma credo che sia giusto che ogni località sfrutti le proprie caratteristiche e peculiarità rivolgendosi al mercato che più gli si addice.
Il lungomare di San Benedetto ha subito solo due modifiche negli ultimi vent’anni: l’isola pedonale nella zona di Porto d’Ascoli e la pista ciclabile. Il presidente dell’Assoalbergatori riminese, Già lo scorso anno dichiarò che per “dare uno sviluppo ventennale al turismo riminese” il lungomare andava chiuso al traffico automobilistico. Che ne pensa?
Sicuramente il lungomare di San Benedetto, pur essendo (in tono confidenziale) il più bello d’Italia, ha bisogno di rinnovarsi. Quello della chiusura al traffico sarebbe di grosso impatto per la città e per chiuderlo al traffico dovrebbe esse ristrutturato con parcheggi, per le caratteristiche della nostra città tutto questo sarebbe difficilmente realizzabile. A meno che non si possa effettuare lo spostamento dell’asse ferroviario e recuperare lo spazio per la viabilità.
Le panchine sul lungomare sono in pessimo stato. Perché? Non è una buona presentazione per villeggianti e turisti.
Come già detto intendevo questo per una riqualificazione del lungomare: marciapiedi, panchine, l’asfalto, ecc. Tutto sarebbe da riqualificare: sicuramente il tratto pedonabile tra Las Vegas e Porto d’Ascoli è ancora strada chiusa. La pista ciclabile non va spostata dal lungomare ma va riqualificata e completata con il collegamento a quella di Grottammare e Cupra.
Rispetto al suo predecessore (Luciano Pompili ndr) ha cambiato qualche strategia?
Le linee guida sono rimaste le stesse, il mio impegno è quello di uscire dall’isolamento che si è creato intorno a noi facendo conoscere alla città la realtà che siamo e il modo in cui operiamo, sperando di coinvolgere il maggior numero di soci o albergatori creando un ‘volano’ di positività intorno alla categoria e ciò che rappresenta nella città.
Ha un’idea precisa per come allungare la stagione turistica? Oramai il turismo nei soli mesi di luglio e agosto sembra sproporzionato per il gran numero di alberghi che abbiamo. Strutture che diventano un vero lusso in quanto nove mesi circa restano chiusi.
Mi sembra abbastanza difficile creare a San Benedetto un prodotto ‘mare’ d’inverno sulla linea della Liguria, che sfrutta la vicinanza con le grandi città del nord. Nella Riviera delle palme possiamo creare nuovi prodotti rivolgendoci a settori di turismo di nicchia proponendo eventi sportivi rivolgendoci al settore amatoriale con la realizzazione di week-end o settimane di stage legati a manifestazioni agonistiche sponsorizzate dai personaggi dello sport, cominciando dalla realtà ciclistica e passando a tutti gli altri sport. Per questo sarebbe auspicabile un ampliamento o una ristrutturazione degli impianti sportivi, come la copertura della piscina olimpionica o la realizzazione di un velodromo, ecc. Altresì rimangono altri prodotti come il turismo congressuale, e qui bisognerebbe intervenire per il completamento del Palacongressi legando parte di esso ad altre attività che possano abbattere i costi di gestione. Si potrebbero creare dei week-end con tour enogastronomici o legati a quegli eventi di grande impatto mai più sconosciuti che si svolgono nel territorio, come il cavallo di fuoco a Ripatransone e i carnevali di Offida e San Benedetto
Paolo Damiani

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