Prima del concerto ieri si è svolta la conferenza stampa di presentazione del Concerto per la Pace, organizzato dalla Provincia di Ascoli Piceno, e che ha visto protagonista lo storico gruppo dei Nomadi.

Sono stati spiegati i motivi e le ragioni che hanno spinto la Provincia ad organizzare questa iniziativa musicale, primo grande evento della stagione estiva del turismo in Riviera, e più in generale delle Marche.

Il presidente della provincia Picena, Pietro Colonnella, ha sottolineato la sensibilità del territorio alle tematiche della pace e della solidarietà, rimarcando come ogni anno si svolgano attività di carattere benefico, con artisti che donano le loro opere per finanziare la costruzione di nuove infrastrutture nei paesi in via di sviluppo. Egli stesso ha inoltre ribadito come il linguaggio della musica sia uno dei più sublimi, con il quale è possibile veicolare messaggi, e creare una cultura di rispetto e tolleranza verso gli altri.

Sono stati scelti i Nomadi, perché tra i pochi che dagli anni Sessanta hanno mantenuto le loro radici, coniugando tradizione e innovazione nella loro musica, senza alcun pericolo di reducismo. Partiti nel 1963, lo scorso anno il gruppo è stato per alcune settimane ai primi posti della hit-parade, a dimostrazione di una prospettiva rivolta, malgrado l’avanzare del tempo, anche verso il futuro. L’ampiezza del messaggio trasversale dei Nomadi, più volte emersa dalle parole dei presenti alla conferenza, è senza dubbio riscontrabile nei loro molteplici impegni, molto diversi tra loro che vanno dal Concerto in Piazza San Pietro, davanti al Santo Padre, al Concerto del 1 Maggio, davanti a centiaia di migliaia di giovani.

Alla conferenza era presente anche il leader storico del gruppo, Beppe Carletti, che da 40 anni sale sui palchi di tutta Italia ed il componente marchigiano del complesso, Sergio Reggioli. Il primo, ha ricordato con piacere i concerti fatti in Riviera nel 1970 alla Palazzina Azzurra, e nel 1991 al Cinema Calabresi, tra i circa 140 all’anno, che il gruppo suona nel resto della penisola.

Ha poi velatamente criticato l’atteggiamento dei network moderni, che si ostinano a non trasmettere la musica di cantautori come De Andrè o Guccini, senza dare la possibilità a molti giovani di conoscerne i testi e le musiche, e al sistema della musica d’oggi che dopo pochi mesi giudica un interprete già vecchio.

Carletti ha individuato nella capacità dei Nomadi di non essere mai troppo attuali, con canzoni alla moda, la forza del gruppo, che ha raccontato l’Italia in questi quattro lunghi decenni di radicale cambiamento, poltico, economico e culturale.

Reggioli ha invece rimarcato come suonare a San Benedetto, sia per lui, della vicina Potenza Picena, un po’ come suonare a casa, vicino al suo amato mare.

In serata, si è poi svolto il Concerto, che ha visto una buonissima partecipazione di pubblico, proveniente un po’ da tutta Italia, con i Nomadi che, attraversando tutto il loro lungo repertorio, hanno poi chiuso la serata con il loro celeberrimo pezzo, “Io vagabondo?.

Iniziative queste che, nell’estate ormai prossima, vorremmo vedere più di frequente, per animare e diversificare l’offerta e i servizi che la Riviera delle Palme può offrire ai tanti turisti che l’affollano ogni anno

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