Come è noto, la CAF ha assegnato i tre punti a tavolino
al Paternò relativamente alla gara Pescara-Paternò,
terminata 1-0. Il Pescara è stato fatto colpevole per aver
schierato il difensore Antonaccio il giorno prima la
scadenza ufficiale della squalifica, tra le file della
primavera (contro il Bari). Secondo l’avvocato Claudio
Croce, il Paternò, essendo scaduti i termini, non ha
potuto far ricorso limitandosi a citare il caso in Lega.
Secondo le carte federali, l’appello alla Caf è consentito
solo alle parti in causa, quindi Pescara, Antonaccio e
Lega. Il segretario dei bainco-azzurri Gigi Gramenzi si
limita ad affermare che è stato stravolto il sistema
giudiziario sportivo. Il direttore sportivo Andrea Iaconi è
stato chiaro “Tutti andranno a controllare le posizioni
dei giocatori delle squadre avversarie che hanno
partecipato a partite del campionato Primavera e
Berretti. Qui c’è il rischio di rimettere in gioco scudetto,
promozioni e retrocessioni. Di certo, ad una decina di
giorni dall’inizio dei play off, questa confusione non fa
altro che inasprire gli animi. Noi abbiamo ancora negli
occhi la truffa sportiva subita lo scorso anno a Catania
e non voremmo riviverlo.” C’è anche da chiedersi
perchè i dirigenti biancoazzurri si preoccupino così
tanto di un risultato ininfluente ai fini della classifica
finale, anche se indubbiamente la decisione della CAF
è stata tardiva.

LA LUNGA MARCIA DEI 10.000 ULTRA’ BIANCO
AZZURRI

Mentre i giocatori si godono ancora qualche giorno di
riposo, gli ultrà sono gia al lavoro per la delicata
trasferta del 25 maggio a San Benedetto. I club
organizzati hanno fatto sapere che in 10.000
invaderanno il “Riviera” per riprendersi ciò che gli è
stato portato via con l’imbroglio la scorsa stagione a
Catania. Sindaco, prefetto e società si incontreranno in
settimana per analizzare il caso e trovare un rimedio
che accontenti tutti.

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