Niente è perduto. Anche se il primo match è andato ai ragazzi di Carboni, rimangono 90 minuti per decidere cosa fare della stagione appena terminata. La squadra di Alesiani non ha certo brillato per via di un leggero appannamento di alcuni suoi uomini chiave, ma è stata quella che ha avuto più palle gol, specie nella ripresa. Proprio dinanzi a questo dato positivo si deve costruire la carica e la concentrazione necessari per affrontare il ritorno degli spareggi. Non sarà facile espugnare il campo della Cuprense, ma i tentativi fanno fatti. Il 2-1 preso in casa non è un risultato proibitivo. Tutto può essere ribaltato. Occorre una prova di forza e carattere a cui il Porto d’Ascoli ci ha abituato, specie nelle gare che contano. L’unica preoccupazione viene dalla squalifica del bomber dei bianco-celesti, Roberto Brandimarte. L’attaccante sarà costretto a guardare la gara dagli spalti, dopo l’espulsione giunta a due minuti dal termine per un incosciente fallo di reazione. L’episodio può essere da una parte condannabile poiché un elemento così fluidificante con il vizio del gol poteva essere importante per la gara di ritorno. Dall’altra parte non è condannabile visti i continui falli subiti come quello che lo stesso Brandimarte ha subito (fallo da dietro, punibile con il rosso) prima di essere cacciato. Ci siamo meravigliati che il direttore di gara abbia applicato da una sola parte il regolamento quando doveva usare due pesi e due misure.

Non è il primo caso che ha fatto arrabbiare il pubblico presente. Nel corso della ripresa il portiere della Cuprense entra con tutta la palla in rete, rimanendo in piedi e con le braccia protese in avanti per camuffare le sorti ingannando l’arbitro, il quale non fa una piega. Fatto curioso, che ha fatto irritare i molti tifosi accorsi al “Ciarrocchi?. Nonostante ciò, i padroni di casa sono riusciti a complicarsi la vita concedendo spazi nella parte superiore della mediana. Rimediando, in totale, due reti pesanti. Gli unici tiri che poi gli ospiti sono stati in grado di fare. I bianco-celesti, malgrado fossero in svantaggio, non hanno perso la voglia di lottare creando diverse occasioni tra cui la rete che ha accorciato le distanze, siglata da Viscioni (non segnava dalla 15° giornata di campionato, l’ultima di andata). Non contento, lo stesso Viscioni ha provato a pareggiare prima con un pallonetto finito alto, poi con un destro debole quando si trovava solo davanti all’estremo difensore ospite. Di Buò ha visto respingersi un tiro che sarebbe entrato sicuramente e Marconi S scivolare il pallone a fin di palo. Tuttavia, non resta che rimboccarsi le maniche e lavorare sia sul piano mentale che su quello fisico. Recuperare la determinazione per andare avanti e le energie per controllare l’incontro per poi infierire un ko funesto. Allora il Porto d’Ascoli si vestirà dell’abito migliore per sfoggiare tutta la classe di cui dispone, facendosi ammirare in tutto il suo stile.

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