Samb-Pescara è sicuramente, dal punto di vista dello spettacolo complessivo (squadre, blasone, società, tifoserie) la vera finale di questi play off. È anche una partita, purtroppo, che segnerà tensione sotto il profilo dell’ordine pubblico, dopo quanto avvenuto lo scorso 20 gennaio a Pescara. È dovere di tutti, quindi, contribuire a stemperare la tensione, per far sì che i prossimi 25 maggio e 1° giugno siano giornate di calcio e festa sugli spalti, e nulla più.

Ieri sera, però, mi è capitato di ascoltare alcune dichiarazioni che non tenevano conto di queste premesse. Mi riferisco a quanto detto da Ivo Iaconi (allenatore del Pescara) e Simone Maravalle (sponsor), ai microfoni dell’ottima trasmissione “Domenica Sportiva” di Rete 8.

Iaconi, quando gli è stato chiesto della semifinale con la Samb, ha invocato una sorta di “supervisione” della Lega Calcio affinchè non si ripetessero i fatti che lo scorso anno sono accaduti, a quanto riferisce, durante la semifinale Catania-Pescara. Iaconi ha parlato sia di torti arbitrali, sia di un “clima intimodatorio inammissibile”. Ovvio il trait d’union tra i rosazzurri siciliani e i rossoblù rivieraschi: la proprietà dei Gaucci.

Anche Simone Maravalle, sponsor del Pescara, si è abbandonato più a dichiarazioni da bar che a considerazioni ponderate di chi riveste un ruolo importante alla vigilia di una partita delicatissima. Bene a fatto il bravo Silvio Sarta, dallo studio, a ricordare che le (eventuali, aggiungiamo noi) colpe del Catania non devono ricadere sulla Sambenedettese. Riguardo la richiesta di Iaconi, non può essere che bene accettata: tutti vogliono un arbitraggio imparziale, e riguardo al “clima intimidatorio”, Iaconi non dovrebbe mettere in dubbio la sportività del pubblico e dell’ambiente sambenedettese, che tra l’altro lui conosce molto bene per avervi allenato dieci anni fa. Non vorremmo, piuttosto, che le continue accuse al Catania vengano fatte per sperare in una compensazione differita…

Insomma, il derby dell’Adriatico è già cominciato ed è dovere di tutti non andare al di sopra delle righe, ad evitare riferimenti simil-bellici per questa partita (come accadde, prima di Pescara-Samb, anche qui a San Benedetto).

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