Il 25 maggio, al “Riviera delle Palme”, che nessuno entri senza un vessillo rossoblu – sciarpe, bandiere, striscioni, fate voi. Che nessuno entri allo stadio senza essersi dipinto di rosso e di blu il viso. E che nessuno entri pensando di non battere le mani, di non cantare e di non saltare, ultrà o meno. Non ne avete voglia? Ricordate quel Samb-Licata di 14 anni fa, quel rigore sbagliato da Ermini, quella retrocessione. Ricordate tutto ciò che è accaduto dopo. Siete ancora indecisi? Immaginate come sarebbe bello dedicare la vittoria a Massimo Bruni, che vorrà essere lì, accanto a voi. Pensate quale carica potrebbe dare il “Riviera delle Palme”, per quell’occasione “Sambodromo come mai prima”, alla Samba, e come gli avversari resteranno stupefatti, quasi intimoriti, di fronte ad uno spettacolo di sano tifo (e che sia una giornata di solo spettacolo, è indispensabile per la tifoseria sambenedettese in un momento del genere). E allora proviamo a raccontare le prossime due settimane: manifestini appesi sui muri di tutta la città; automobili con altoparlanti che invitano ad essere presenti; bandiere che spuntano su finestre e balconi; tensione crescente, giorno dopo giorno; caccia al biglietto, con la speranza che ci siano buone notizie sul fronte della capienza (aprire il primo anello della Curva Nord?); qualche ristorante, bar o chalet “chiuso per Samba” il giorno della partita; l’arrivo di Luciano Gaucci, impegnato fra la questione stadio e i play off; la squadra che va in ritiro; e infine, il colpo d’occhio di uno stadio stracolmo, urlante e colorato, con una coreografia che fa venire i brividi lungo la schiena (proviamo ad intonare ‘Nuttate de lune’ tutti insieme, o le canzoni in dialetto sono bandite?)…Poi vincerà la squadra, la società e la tifoseria che più crederanno nell’impresa, e non i più forti in assoluto. Ma mancano ancora troppi giorni: cosa fare nell’attesa?

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