Potrebbe diventare una lunga “telenovela? la
sistemazione, o meglio la messa a norma, dello stadio
sambenedettese “Riviera delle Palme?, che
personalmente scopro vecchio quasi decrepito. Per me
fino a ieri era il nuovo stadio, anche perché ancora…
minorenne. Diciassette anni li finisce il prossimo mese
di luglio

Il moderno impianto che aveva sostituito il glorioso “F.lli
Ballarin?, premiato come miglior stadio europeo (per
l’architettura mi sembra) costruito dall’allora vice
presidente della Samb, Sergio Bocci. Insomma un
motivo di vanto per la nostra città anche per l’originalità
delle palme al suo interno. Un po’ meno originali, anzi
veramente fuori luogo, i cartelloni pubblicitari, piazzati
senza un minimo di senso logico, che guardano verso
mare.

Uno stadio fino a ieri inadeguato per l’eccessiva
capienza, oggi inadeguato per il contrario. Tanto che si
prospetta addirittura un raddoppio dei posti (mi auguro
tutti numerati con poltroncina).

Insomma, pensavo che per renderlo agibile al 100%
bastasse poco. Non è così, la sua messa a norma,
indispensabile per poter disputare il campionati di
serie B, sembra molto onerosa sia per i lavori da
eseguire sia per la successiva manutenzione. Ancora
di più se, come nelle intenzioni di Luciano Gaucci,
verranno rispettate le direttive UEFA, per un eventuale
impiego internazionale dell’impianto stesso.

Costi che, come tutti sanno, hanno messo paura
all’Amministrazione comunale tanto da pensare ad un
baratto tra la zona (edificabile) ad est dello stadio e la
messa a norma con relativa manutenzione del “Riviera
delle Palme?.

Era già stata deliberata una soluzione, seppur con
qualche intralcio, quando in un’intervista sotto Pasqua
del patron della Samb, Luciano Gaucci, è arrivato una
specie di diktat alla Giunta comunale sambenedettese
con parole molto chiare che possiamo riassumere
così: “O danno lo stadio a me (naturalmente con
relativa contropartita economica ndr) o lascio la Samb?

Nulla da obiettare. Pur non sapendo esattamente i
termini della precedente trattativa e a che punto era,
ribadisco che la pretesa di Gaucci, quindi della
Sambenedettese Calcio, sia più che legittima.

Tanto più dopo che patron Luciano Gaucci ha rincarato
la dose dicendo, senza mezzi termini, che il prossimo
futuro calcistico della Samb Calcio era la serie “A?.
Dichiarazioni che, a parer mio, gli fanno onore perché
imperniate sulla totale trasparenza dell’affare da
concludere come ha dimostrato nei giorni scorsi con
proposte chiare e senza sotterfugi.

Pubblichiamo a pagina 2 il testo ufficiale della richiesta
firmata dal Direttore Generale della società rossoblù,
Claudio Molinari.

Tutto ok anche se con un piccolo distinguo che
riassumerei con un vecchio detto “Tra il dire e il fare c’è
di mezzo il mare?.

Andiamo per ordine.

Primo: la cittadinanza è favorevole al “baratto? (è una
brutta parola ma non ne trovo una più aderente)?

Secondo: i beni da scambiare sono entrambi
materializzabili? La serie “A? (per almeno tre anni,
seppur non consecutivi, termini ipotetici che
aggiungiamo noi a mò di esempio) può essere
raggiunta soltanto perché la si vuole ed in tempi
prefissati? Il calcio è pur sempre uno sport tra i più
strani al mondo.

Terzo: il possesso dello stadio per 99 anni prevede che
l’acquirente possa farne l’uso che vuole, vendita
compresa, fino allo scadere del contratto, fissato al
2102-03.?

Interrogativi ai quali non deve assolutamente
rispondere soltanto il sindaco e la sua giunta. E’ un
problema di una tale importanza ed entità per il futuro
della città che va affrontato con i piedi di piombo e
accettato soltanto con il consenso quasi generale dei
cittadini. Per fortuna, e la cosa ci tranquillizza, è dello
stesso nostro parere il sindaco Martinelli “Non ho
alcuna intenzione di assumermi da solo una così
grande responsabilità, tutti vorremmo vedere la Samb
Calcio in serie “A? e quindi tutti insieme dobbiamo
decidere se quella proposta da Luciano Gaucci è la
strada giusta o no. E’ generale convinzione
(giustamente) che i nostri colori calcistici in serie “A?
porterebbero un ritorno economico grandissimo alla
Riviera delle Palme tutta, principalmente per la sua
naturale vocazione turistica?.

In qualità di Direttore Responsabile di questa testata
indipendente, ma principalmente come cittadino della
Riviera delle Palme, vorrei esprimere le mie riflessioni
sui quesiti che il business Gaucci-Comune di San
Benedetto del Tronto propone.

Primo: vista la crisi che attraversa la pesca, nei
prossimi anni la rinascita turistica del nostro
comprensorio diventerà una risorsa fondamentale
dalla quale non si potrà prescindere, pena il
ridimensionamento radicale del reddito cittadino e
quindi del conseguente tenore di vita. Motivi per cui
ritengo che il baratto ai prezzi giusti darebbe una svolta
epocale (i 99 anni non c’entrano!) alla città capofila
della Riviera delle Palme.

Secondo: la serie “A? calcistica (uno stadio con 22 mila
posti numerati sarebbe ‘ridicolo’ per una permanenza
più o meno stabile in serie B o C) è materializzabile al
pari di albergo, discoteca, residence eccetera? Forse
sì il raggiungimento, meno il mantenimento, visto
l’esempio che viene da città come Napoli, Bari, Torino,
Firenze. Personalmente, al sol pensiero di arrivarci mi
vengono i brividi ma io sono un patito della Samb da
cinquant’anni e il mio parere è troppo influenzato dal
cuore che negli affari è meglio mettere da parte.

Terzo: la risposta è di esclusiva competenza tecnica e
precisamente materiale per avvocati. Per tutelarsi si
potrebbe trovare una scappatoia a tempo anche per
quanto riguarda la proprietà degli immobili e cioè di
albergo, discoteca, ecc.. E’ un’ipotesi realizzabile?

*****

Comunque, al di là di tutto, la cosa più importante in
questo momento è quella di non lasciare il sindaco
solo e che nessuno cerchi di sfruttare politicamente la
questione. La Giunta deve valutare tutto con relativa
calma, l’opposizione non deve lavarsene le mani ed
esprimere liberamente il proprio parere senza temere
ripercussioni elettorali, oggi meno importanti del
problema da risolvere. Il popolo tutto dovrà fare lo
stesso nella programmata assemblea pubblica,
mettendo da parte ogni tipo di bandiera.

E’ una decisione difficile che va presa. Con serenità e
pensando esclusivamente agli interessi della città oltre
che a quelli della Samb ora in mano ai Gaucci.
Dirigenti che possono vantare il grande merito di aver
fatto rinascere il calcio a San Benedetto del Tronto.
Anche questo però deve infuenzare in modo giusto.

A CURA DI

NAZZARENO PEROTTI

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