Luigi Ursini, da anni a capo della Folgore, società sportiva giovanile vicina alle nozze d’oro
Può innanzitutto presentarsi brevemente, per chi non la conoscesse, ricordando la sua attività, e la sua esperienza per quanto riguarda il calcio giovanile della nostra città.
“Dunque, io ho iniziato la mia attività di allenatore nel 1961, quando andai a Coverciano per seguire il famoso corso per aspiranti mister. Sono stato per due anni alla Samb con la quale feci i vari campionati regionali e nazionali. Persi la finale a Foligno, con la Fiorentina, anche a causa di un arbitraggio sfavorevole. Il pubblico inizialmente c’era contro, ma poi, visto che giocavamo davvero molto bene passò tutto dalla nostra parte, e finì per tifare per noi. Poi per vari motivi mi sono dovuto allontanare dalla società rossoblu. Di qui, ho quindi allenato vari anni in Promozione, e in altre categorie dilettantistiche. Avrei anche potuto andare in piazze importanti, ma non mi sono mai voluto allontanare dalla mia San Benedetto. La Folgore intraprese la sua attività nel 1954, quindi nel 2004 compirà il suo cinquantennale. Per questa occasione, faremo una grande festa, con 600-700 invitati, e una settimana di manifestazioni sportive, unite a quelle religiose per chi purtroppo non è più tra noi. Dopo questa ricorrenza, penso proprio che lascerò la squadra e mi dedicherò all’attività di osservatore per altre società.
Nella sua lunga carriera ha avuto modo di veder crescere molti calciatori. Può ricordarcene qualcuno che è giunto al professionismo?
“Tra i giocatori del passato ricordo Michele Palestini, che a soli 14 anni finì alla Juventus, malgrado inizialmente non fosse stato preso. Io telefonai a Rabitti, convinto della bontà del ragazzo. Lo rividero e lo presero immediatamente, pagandomi con 300.000 lire e qualche maglia. Per quei tempi era davvero una buona somma. Inoltre ricordo Palazzese di Notaresco che ha giocato in Serie A e B, e Romani, un ragazzo che con la grinta e la volontà arrivò alla Samb prima, e alla Fiorentina poi.
Altri che ricordo sono giocatori attuali come Fanesi, Manni e Palladini, anche loro partiti dalla Folgore. Attualmente, ho due ragazzi Voltattorni e Labanti, che sono già stati in prova a Bologna, e sono convinto che faranno molta strada. Sono due piccoli fenomeni.
Ricorda anche qualche ragazzo capace che non è riuscito a sfondare?
“Sì, sicuramente. La mia più grande delusione fu un ragazzo, Di Iorio, con grandi capacità, ma che pensava troppo alla politica. Quando si gioca a calcio, questo argomento va assolutamente bandito. Per questo motivo litigò col suo vice-presidente, e dalla Serie A, fini in C1, interrompendo la sua ascesa.
Nessuno meglio di lei può dirci se ci sono differenze tra i ragazzi di oggi, e quelli di qualche anno fa., che ci dice a riguardo?
“Sì, sicuramente c’è. La gioventù di oggi è totalmente maleducata, ed ha dei genitori molto spesso troppo permissivi. I miei sono sempre educatissimi, è la prima cosa che gli insegno. Se vanno in qualche società importante, ma sono sgarbati, dopo un mese vengono rispediti a casa. Per fortuna, posso dire che mai nessuno dei miei ragazzi è tornato indietro.

Cosa ha imparato in cosi tanti anni di attività?
“Ho imparato e studiato psicologia a Coverciano, e continuo a farlo tutt’ora, visto che sono un grande appassionato di questa materia. Capisco già durante l’allenamento se un mio atleta è andato a dormire tardi. Inoltre ho avuto l’opportunità di conoscere persone che mi hanno insegnato molto dal punto di vista sportivo ed umano, come per esempio Mazza, presidente della Spal, col quale ho lavorato tre anni. A Ferrara eravamo costretti a valorizzare i giovani per poi venderli, senza rimetterci mai una lira. Poi, non per vanto personale, ma mi sento di dire che io sono stato uno dei primi a giocare con il ruolo del libero dietro al mediano, e con due tornanti puri sulle fasce. Ritengo che nel calcio prima di tutto, per cogliere buoni risultati, servano ottime ali e tornanti.
A San Benedetto c’è da sempre il problema della mancanza di campi di gioco adeguati. Cosa ne pensa?
“Poco da dire, in 50 anni, non ho mai avuto campi all’altezza delle mie esigenze. I campi sportivi della nostra città sono micidiali. Ho sempre dovuto pagare per usufruire di uno spazio sul quale far allenare e giocare i miei ragazzi. L’ultima volta, poco tempo fa, ben 581 euro. E’ una situazione intollerabile, che per decenni mi ha costretto a fare gli allenamenti all’ex galoppatoio o in riva al mare. Ora con la collaborazione della parrocchia, sono “ospite? del campo di San Filippo.
Lei alle passate elezioni comunali, si era candidato in un partito dell’attuale maggioranza, ma poi non ha risparmiato critiche alla Giunta Martinelli. Ci può spiegare cosa è accaduto?
“Sì, l’ultima volta mi ero candidato per Alleanza Nazionale. Avevo chiesto a 300-400 persone di votarmi, senza impegno ovviamente. Mi sono ritrovato con la metà dei voti in meno, in seguito all’intervenuto dell’attuale vice-sindaco Pasqualino Piunti. Ma l’episodio che ha creato più screzi tra me e l’attuale giunta comunale è stato un altro. Ogni anno organizzavo un torneo internazionale nel periodo di Pasqua, al quale intervenivano squadre importanti come Atalanta e Bologna. L’assessore Cava mi aveva promesso anche per quest’anno, finanziamenti per l’organizzazione di questa manifestazione, che però, non sono mai arrivati. Il torneo è quindi saltato, visto che i miei fondi li voglio investire nella festa per il Cinquantennale della Folgore, per il quale sono alla ricerca di sponsor. Come ho sempre fatto, non voglio far pagare nulla a nessuno.
La Folgore è una delle poche società che non ha una scuola calcio, e non chiede quindi, una quota d’iscrizione ai suoi ragazzi. Cosa pensa del fenomeno delle scuole calcio, ora che ne ha una anche la Samb?
“Io penso che al giorno d’oggi queste si creino soltanto per motivazioni economiche. E’assurdo far pagare certe cifre per l’iscrizione. La vera scuola calcio era il NAG (Nucleo Addestramento Giovani). Per anni ho avuto il compito di portare tra Marche ed Abruzzo questa nuova idea, presto raccolta da molte società, ed oggi rimodellata nel concetto della scuola calcio.
Che rapporto ha la Folgore con la Samb?
“Lo definirei buono. Io gli ho sempre dato i miei migliori ragazzi, senza alcun tipo di raccomandazione o favoritismo. Prima mi assicuravo che il ragazzo fosse serio ed educato, e poi lo consegnavo nelle loro mani. Oggi come oggi però, il settore giovanile rossoblu, secondo me, è davvero mal messo.
Per finire, continuando a parlare di Samb, quali sono i suoi pronostici per gli imminenti play-off?
“Io ritengo che uno degli uomini decisivi per la Samb, potrebbe essere Manni. Io l’ho avuto, e ritengo che dovrebbe essere utilizzato in una posizione più offensiva, che gli garantisca la possiblità di spingere maggiormente. Per me è stato il giocatore più continuo dei nostri. Peccato che, quando era giovane, ed era al Torino, Mondonico, per incomprensioni con la società non lo fece mai debuttare in prima squadra, malgrado le sue 13 panchine in serie A, ed una addirittura in Uefa.
Io credo che la Samb possa avere chanche di vincere, a patto che Colantuono si prenda la responsabilità di capire ed ammettere i suoi errori. Un allenatore con le sue mosse, deve fare almeno 6-7 punti, ma a mio avviso, lui non li ha fatti. Lo ritengo un tipo troppo presuntuoso. Spendo invece una parola d’elogio per Matricciani (nella foto in basso ndr), che io ho avuto alla Rosetana, e che ritengo sia una persona favolosa.
Grazie e auguri per i cinquant’anni della sua Folgore.
MAURO SCIPIONI

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