Non sarà un grande comunicatore (d’altronde non rilascia interviste nel dopopartita), eppure i numeri sono dalla parte di Stefano Colantuono, che siede alla guida della Samb dallo scorso 3 marzo (Imolese-Samb 1-2): in C2 assieme ad Italo Schiavi, in C1 con Gabriele Matricciani.

Lo scorso anno la Samb guadagnò una promozione che passerà alla storia; quest’anno, da neo-promossa, ha raggiunto l’obiettivo di inizio stagione, i play-off, cosa non riuscita ai favoriti Crotone e Lanciano. A tratti, il gioco espresso dalla Samb è stato spettacolare (a partire da Teramo all’andata fino al ritorno). La Samb ha, fin’ora, la difesa meno battuta del torneo assieme all’Avellino, e assieme a Pescara e Teramo è la squadra che ha subito meno sconfitte: cinque, di cui solo una meritata (con il Teramo in casa), mentre le altre sarebbero dovute terminare in pareggio (a Sora per errore arbitrale, con il Pescara dopo aver preso tre legni, a Sassari per errore arbitrale, ad Avellino dopo aver preso due pali).

C’è del merito di Colantuono in tutto questo, anche se da allenatore esordiente può aver commesso degli errori che solo l’esperienza può evitare: ma anche alcune ultime decisioni, come di “reinventare” la squadra nell’ultimo incontro con L’Aquila, dimostrano una progressiva presa di coscienza.

Forse il “mister” dovrà migliorare in comunicativa, ma i numeri sono dalla sua parte e adesso, davanti, c’è la sfida più difficile…

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