Innanzitutto puoi farci un breve riassunto del percorso col quale sei arrivato ad essere alla presidenza del Comitato FIGC?

“Dunque, dal 1981 al 1994 ho ricoperto vari ruoli come dirigente, allenatore e segretario, nell’ambito della società giovanile Sambenedettese della Picena. Dal 1984 ho svolto il ruolo di segretario anche all’interno del Comitato del quale sono presidente dal 1993.

Puoi descriverci l’attività, il territorio compreso, ed i ruoli del Comitato Locale?

“L’attività comprende 45 società sportive, di ben 29 comuni diversi. Copriamo la zona che va da Centobuchi, fino a tutta la costa della provincia, da S.Benedetto a Porto Sant’Elpidio. Inoltre è di nostra competenza anche tutto l’entroterra fermano, compresi paesi come per esempio, Amandola, Servigliano o Comunanza. Insomma, è sotto la responsabilità dell’organizzazione che presiedo il 75 per cento della provincia. Il resto del territorio è sotto giurisdzione ascolana e comprende località che vanno da Stella di Monsampolo ad Arquata del Tronto.
I ragazzi coinvolti, vanno dalla categoria piccoli amici a quella degli Allievi, vale a dire, da 6 a 16 anni di età. Per i primi l’attività è promozionale e di base, per gli altri è agonistica a tutti gli effetti.
Va ricordato che il nostro è il Comitato Figc più antico d’Italia, essendo stato fondato nel 1937, quando il calcio giovanile, oltre che in Riviera, era praticato soltanto a Modena. Sciorinando qualche cifra più in dettaglio, possiamo dire che nella stagione 2001-2002 abbiamo avuto 360 squadre, 1894 gare, e 3267 tesserati, di cui 1300 della sola S.Benedetto.”

Quali sono le problematiche che le società giovanili della zona sono costrette ad affrontare?

“Sicuramente, il problema principale è quello dei campi che sono totalmente inadeguati alle nostre esigenze. Una città come San Benedetto non ha un campo in erba, se si eccettua il Riviera delle Palme, che è però praticamente, proprietà esclusiva della Sambendettese. Purtroppo, va rimarcato come le finali dei tornei, devono essere spesso svolte lontano dalla nostra città. Nella passata stagione, queste si sono svolte a Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio ed Altidona. L’ultima giocata al Riviera è stata nel 2000. Basterebbe soltanto un pizzico di collaborazione, delle società e dell’amministrazione per risolvere quanto meno parzialmente questa questione.”

Che rapporto avete con le scuole?

“I rapporti con le scuole sono di tipo promozionale. Se un istituto ce lo richiede, noi ci rechiamo con dei tecnici in aula, per insegnare le basi del calcio. Lo sport è materia d’insegnamento dal 1987, ma questa norma non è stata ancora recepita. Gli insegnanti mancano di preparazione, e non hanno voglia di prendersi responsabilità in caso di eventuali incidenti. C’è ancora tanta reticenza nei nostri confronti, soprattutto da parte dei presidi. Per questi ultimi , il calcio è quello che vediamo in Tv, con la violenza e gli stipendi altissimi. Per noi però, il discorso è ben diverso, puntiamo alla crescita dei ragazzi, facendoli divertire. Nel nostro lavoro non c’è alcuna logica di profitto”.

Rispetto a qualche anno fa, le squadre giovanili chiedono ai propri ragazzi il pagamento di una quota annuale, mentre prima si giocava gratis. Perché?

“Va detto che non tutte le società richiedono tale quota. E’a discrezione delle stesse se richiederla o meno. Con la nascita e la crescita delle scuole calcio è una pratica sempre più frequente, che serve per coprire le spese riguardanti il materiale, come borsoni e tute, fornito ai ragazzi”.

Che rapporto hanno le squadre giovanili con la Samb?

“Non conosco gli attuali rapporti tra le società giovanili e la Samb, visto che ciò non è di mia competenza. Posso però affermare che negli anni di dilettantismo, il settore giovanile è stato notevolmente trascurato. In questi 10 anni, tutto ciò che prima confluiva nella Primavera rossoblu, è finito in quelle di Ascoli e Fermana. Proprio i gialloblu, grazie anche a questo fattore, hanno visto crescere i loro ragazzi, ora sotto la guida dell’esperto Tiziano Giudizi. A Fermo, come accadeva 15 anni fa a San Benedetto, tutte le società giovanili locali, danno i loro migliori ragazzi alla Fermana, anche se c’è sempre qualche problema economico tra le parti. A San Benedetto purtroppo, da qualche anno mi pare che non si agisca più in questo modo”.

Infine dacci un tuo giudizio sull’attuale momento della Samb, e le prospettive per la partita di domenica.

“Domenica vinciamo, sono sicuro. Della Samb, non posso che parlare bene, anche perché grazie a Gaucci veniamo da 3 anni fantastici, dopo 7 anni di inferno. Da neopromossa abbiamo la possibilità di tornare in Serie B, ed è una cosa, che solo a pensarci, mi fa venire la pelle d’oca. Anche nel malaugurato caso fallissimo i play-off però, non potremmo imputare nulla alla società. Abbiamo vissuto comunque un altro anno da protagonisti. Inoltre, vorrei far notare come ci siano società come il Rimini, che da anni provano a salire senza riuscirci. Ora è un momento nella quale si nota un calo fisico dei nostri, in special modo in uomini chiave come Fanesi o Del vecchio. Malgrado tutto, io alla B ci credo, visto che San Benedetto è una piazza trascinante ed unica. Per chi arriverà secondo tra Avellino e Pescara, i play-off saranno una sconfitta. Di questo fattore psicologico, unito alla spinta del nostro meraviglioso pubblico, la Samb dovrà approfittare per tornare dopo 15 anni nella categoria che più le compete”.

Mauro Scipioni

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