“La nostra regione viene sempre più spesso citata, a livello nazionale, come modello per la capacità di affermarsi in un settore, come quello turistico, in continua evoluzione, dove le posizioni non vengono mai acquisite una volta per tutte, ma conquistate, stagione dopo stagione, con caparbietà, intraprendenza e investimenti mirati. Infatti, anche recentemente in una conferenza in cui venivano analizzati i dati turistici in Emilia Romagna, il direttore del Censis, Giuseppe De Rita, proprio a Rimini, capitale italiana del turismo, ha portato ad esempio le Marche che realizzano i sistemi turistici locali e le ha definite “la capitale mondiale del vivere bene?. Le Marche cioè che stanno diventando “un caso? per aver saputo promuovere le identità locali. Confrontando le Marche alla Romagna, De Rita ha poi ricordato i risultati più che positivi conseguiti negli ultimi anni, anche attraverso campagne promozionali raffinate (promozione sui treni) e non “spocchiose? e un marketing moderno che ha saputo relazionarsi con le aspettative della domanda turistica. Insomma, confermando il carattere marchigiano, non ci vantiamo ma badiamo ai fatti.
Arrivi e presenze crescono con un trend superiore a quello nazionale, anche nelle annate contraddistinte da incertezze internazionali. Non è un caso allora se importanti testate giornalistiche, inglesi e tedesche, dedicano ampi reportage alle Marche, oppure assegnano prestigiosi premi per la comunicazione turistica.
Le Marche rappresentano quindi una realtà turistica apprezzata e conosciuta in Italia e all’estero: i risultati conseguiti, in questi anni, lo dimostrano e la conferma è arrivata puntuale in questi ultimi giorni di vacanza, quando le nostre località hanno registrato buoni livelli di occupazione in tutte le strutture turistiche ricettive. I primi dati su arrivi e presenze sono positivi, una volta concluse le rilevazioni dei valori percentuali ed assoluti riferiti ad arrivi e presenze di turisti ne daremo divulgazione .
Se, allora, la stampa internazionale; se i grandi personaggi contemporanei guardano, con sempre maggiore successo a noi; se il 2002 si è concluso con un incremento degli arrivi (+1,6%) e delle presenze (+2%, che hanno toccato la cifra record di 16 milioni e 600 mila); se gli stranieri hanno fatto registrare un 7% di aumento nelle presenze e del 5,38% negli arrivi, tutto questo significa che le Marche sono una destinazione turistica che fa addirittura tendenza!
Certamente, a livello di promozione, si può sempre fare di più. Ed è indubbio che le Marche non hanno le possibilità finanziarie di altre Regioni, ma ogni euro da noi investito ha dato i risultati attesi.
Continuiamo a privilegiare la Germania, e lo dobbiamo fare, perché quello tedesco – con 520 mila presenze – è il mercato estero che garantisce quote di arrivi maggiori. Francia e Spagna sono mercati significativi con quote di presenze rispettivamente di 100 mila e 40 mila, che però richiedono valutazioni diversificate.
Per il resto dell’Europa ed alcuni mercati extraeuropei vanno intensificate le azioni, privilegiando però la logica dell’intervento “a sistema? con gli altri settori produttivi regionali. Non è possibile poi limitare le azioni promozionali sul mercato interno, per evitare il rischio di perdere le posizioni conquistate negli anni.
Nonostante l’evoluzione dell’offerta e della domanda turistica, le fiere continuano a rappresentare uno strumento ancora efficace per proporsi all’attenzione del mercato estero. Può non piacere, ma la realtà è così, come testimoniano la partecipazione di

tutte le Regioni italiane alle manifestazioni di settore. L’importante è calibrare la presenza a quelle di effettivo interesse per i nostri operatori. Non a caso la nostra
partecipazione, in Europa, si concentra su quelle in svolgimento in Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna: aree di riferimento del nostro turismo internazionale, con differente incidenza.
Un discorso a parte meritano i pacchetti turistici proposti: è vero che il turismo è oggi “sempre più toccata e fuga?, ma non possiamo ignorare le “vacanze famiglia?. Semplicemente perché sono quelle che motivano gli arrivi nella nostra regione, attraverso quei pacchetti che i nostri operatori, in larga massima, offrono ai loro clienti che normalmente si orientano verso le strutture ricettive tipiche delle nostre località di vacanze. Promuovere un turismo che “non c’è? o che non è così connotato nella nostra realtà, sarebbe un pessimo investimento per le casse della Regione Marche e per gli stessi operatori del settore.
Da ultimo, la promozione sui treni, utile per far acquisire ulteriore notorietà e mantenere costante la comunicazione turistica, coinvolge tutta la rete nazionale e non solo una tratta. Viene utilizzata anche sulle principali linee europee, sia per l’efficacia dell’investimento in rapporto al “costo-contatto?, sia perché quello marchigiano è un turismo di prossimità: le Marche vengono raggiunte principalmente in automobile ma anche in treno. Questo, però, non significa che la Regione non stia finanziando progetti speciali sui mercati internazionali direttamente collegati o collegabili con il nostro aeroporto. Sono, infatti, in progettazione speciali iniziative in tal senso.
Il piano promozionale turistico in vigore ne è una conferma e i risultati fin qui conseguiti testimoniano la bontà delle scelte delineate.?

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