La gravità delle accuse riportate nel fascicolo recapitato
al nostro giornale lo scorso 28 Marzo merita
un’‘indagine’ approfondita. L’intervento dell’assessore
Lorenzetti nel numero precedente si è rivelato un
prezioso e schietto contributo al dibattito politico sulle
attuali problematiche della marineria locale
(l’assessore non ha risparmiato critiche ai “referenti
parlamentari? per le mancate modifiche alla normativa
vigente sulla pesca e agli organi addetti ai controlli sul
pescato); tuttavia, le dichiarazioni dell’esponente di
governo non hanno dissipato alcuni dubbi: davvero il
pesce commercializzato al Mercato Ittico è solo una
minima parte di tutto il pescato? È vero che il pesce
trattato è in gran parte sottomisura e che quello
pregiato viene venduto per la maggior parte ‘in nero’?
Domande che necessitano di risposte immediate. Nel
prossimo numero cercheremo di approfondire la
questione dal punto di vista ‘tecnico’, esaminando a
360° la normativa che regola l’attività della pesca.
Questa settimana, in attesa di ulteriori sviluppi della
vicenda, ci siamo nuovamente soffermati sul contenuto
del misterioso fascicolo, provando a tracciare un
credibile ‘identikit’ del mittente.

L’analisi dettagliata del documento ci
suggerisce che dietro la scottante denuncia possa
celarsi la figura di chi vive quotidianamente
‘sulla propria pelle’ le problematiche
della piccola pesca. Solo un’ipotesi, niente di
più.

A scanso di equivoci: restiamo sempre
dell’idea che nascondersi dietro
l’anonimato non giovi alla causa
dell’ignoto accusatore.

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