Per ora, però, le più leste sono state quelle dei
carabinieri, che, a seguito di una denuncia di un abuso
di ufficio, hanno sequestrato l’intera progettazione
pervenuta al Comune di San Benedetto del Tronto, e
stanno indagando sull’effettiva regolarità della gara. Ma
al di là di questo stop forzato, che sta ritardando la
definizione dei futuri lavori, un dato è certo: il Comune
di San Benedetto non ha le risorse finanziare per
rimettere a norma l’impianto e il soccorso dei privati si
renderà necessario.

*****

Il cosiddetto project financing (in italiano, finanza di
progetto!) avviato per quanto riguarda lo stadio Riviera
delle Palme, ha consentito la presentazione di due
progetti: da una parte la ditta Raffaello Engineering,
dall’altra un’Associazione Temporanea di Imprese
capitanati dalla Beani Costruzioni di Comunanza.

Quest’ultima è risultata “vincente� prima del sequestro
dei carabinieri, ed ha progettato un edificio a tre piani in
vetro e acciaio che occuperebbe lo spazio interno tra la
recinzione e la Tribuna Est Mare (lasciando libero il
parcheggio attuale e creandone un altro a pagamento).

Oltre le due contendenti iniziali, si è posizionato, come
terzo incomodo, anche Luciano Gaucci, patron della
Samb, che ha esplicitamente dichiarato di volere in
gestione lo stadio, in quanto nessuno più di chi ne
usufruisce ha diritto e ha le capacità di riprogettarlo: “Io
ci metto i soldi e gli altri incassano? Ma siamo matti?�,
ha dichiarato. Particolare non trascurabile: a fine
giugno scadrà la convenzione tra Samb Calcio e
Amministrazione Comunale, in base alla quale
quest’ultima versa alla Samb circa 45.000 euro l’anno
per la manutenzione dello stadio.

*****

Si badi bene che con la “finanza di progetto� l’intervento
dei privati deve garantire un qualche fine pubblico: nel
caso, la messa a norma dello stadio Riviera delle
Palme, soggetto ad una serie infinita di vincoli che ne
pregiudicano la capienza massima attuale a poco più
di 11.000 spettatori, sotto ordinanza del sindaco e
quindi con tutti i rischi connessi. Gli interventi previsti
sono tanti e di ingente spesa: si va da una nuova Sala
Medica, da posizionare tra Curva Nord e Tribuna Mare,
al rifacimento integrale del parterre; dall’eliminazione
delle recinzioni attorno al campo da gioco
all’introduzione di un eventuale fossato divisorio; dal
rifacimento dei bagni, ad una gestione accurata delle
uscite, fino all’ipotesi di rimodulare la capienza (in
questo caso, nell’anello superiore della Curva Nord,
non potrebbero entrare più di 2.000 spettatori…). E
potremmo continuare a lungo.

*****

Ma in che modo Luciano Gaucci vuole entrare nella
questione? Innanzitutto, non è detto che l’esecutore del
progetto sia anche chi si impegna fattivamente nei
lavori di costruzione. La ditta che vincerà la gara, avrà
diritto a circa il 2% del fatturato totale (quindi circa
160.000 euro su una base complessiva di otto milioni
di euro). L’impresa che eseguirà i lavori si garantirà, a
seconda delle clausole del progetto, a gestire lo stadio
per circa trenta anni e gli eventuali nuovi immobili per
novantanove: a fronte dell’investimento iniziale, quindi,
incasserà gli affitti ed eventuali alienazioni. Va poi
ricordato che in questa fase l’Amministrazione
Comunale ha la discrezionalità di riconsiderare
entrambi i progetti presentati e “stralciarli� se li
considera non adatti agli obiettivi di interesse generale
alla base dell’intervento di finanza di progetto.

Luciano Gaucci spera di divenire l’unico attore in scena
e di azzerare quanto fin qui proposto.

*****

Probabilmente nella testa di Luciano Gaucci ci sono
diverse alternative.

Spera di portare la Samb in Serie A per usufruire dei
ricchi fondi che la UEFA destina alla ristrutturazione
degli stadi?

Spera che il Sindaco Martinelli gli dia carta bianca,
ovvero la gestione dello stadio per novantanove anni?

Probabilmente questo, probabilmente altro. Dal
Comune, però, non sono tutti sorrisi, al di là delle
dichiarazioni ufficiali che seguono l’entusiasmo della
tifoseria rossoblu. Gaucci – si teme – in forza di
proprietario della Samb Calcio, vuole dettare le
condizioni all’Amministrazione, ribaltando lo schema
fin qui seguito (datemi lo stadio, io lo metto a norma
ma intervengo come voglio, anche con una
progettazione non gradita tecnicamente)? C’è un
progetto concreto?

La questione è intricata, gli interessi sono altissimi. La
seguiremo anche nelle settimane a venire, cercando,
in questo viluppo di denaro, acciaio e cemento, di
tenere ben saldo l’interesse generale: che è quello
della Sambenedettese, della sicurezza di chi va allo
stadio, e della bellezza della nostra città.

Pier Paolo Flammini

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 116 volte, 1 oggi)