di STEFANIA MEZZINA
Le capacità dell’uomo e la forza di plasmare la materia, in sintesi, è l’evento culturale in calendario dal 12 luglio al 3 novembre 2003 al Palazzo dei Congressi di San Benedetto. “L’uomo, la pietra, i metalli. Tesori della terra dal Piceno e dall’Africa” è il titolo della mostra.
L’esposizione, ideata dalla professoressa Giuseppina Capriotti Vittozzi, è articolata in nove sezioni: dalla lavorazione della pietra nella preistoria, all’estrazione del rame e alla fusione del bronzo, dall’estrazione dell’oro nel deserto del Sahara alla raffinata scultura delle civiltà antiche. Interessante e di gran rilievo la sezione sui graffiti del Sahara, con i preziosi calchi realizzati da Alfredo e Angelo Castiglioni, i famosi esploratori che hanno ritrovato la città fantasma delle miniere d’oro dei faraoni. A presentare i reperti della preistoria locale e in particolari i bronzi della protostoria, il dottor Edilberto Formigli, che riprodurrà il processo di fusione di due importanti bronzi piceni, e il professor Lorenzo Nigro, direttore della missione archeologica italiana a Gerico, che presenterà il più antico impianto di produzione del bronzo della Palestina. Una sezione esporrà la lavorazione delle pietre dure nell’Egitto antico, cercando di rispondere agli interrogativi sugli obelischi. Due sezioni sul periodo romano nel Piceno proporranno invece delle importanti novità della ricerca scientifica. A commentare, il Soprintendente Archeologo delle Marche, dottor Giuliano de Marinis e il professor Mario Luni dell’Università di Urbino. La sezione sulle sculture in pietra sarà a cura della professoressa Luisa Musso di Roma, un’importante studiosa di scultura romana nonché direttrice di una missione archeologica in Libia, con la partecipazione del professor Patrizio Pensabene, curatore della mostra romana sui marmi colorati. Un importante contributo, in questa sezione, arriverà dalla dottoressa Sylvia Diebner dell’Istituto Archeologico Germanico di Roma e il dottor Maurizio Landolfi, della Sovrintendenza Archeologica per le Marche. In linea con l’esperienza della mostra sugli Egizi del 2002, la mostra curerà particolarmente la didattica, attraverso la ricostruzione degli impianti antichi, laboratori dal vivo e spazi dedicati ai giovanissimi. Obiettivo fondamentale preannunciato dall’assessore alla Cultura del Comune di San Benedetto, Bruno Gabrielli,
è proporre una mostra non classica, coinvolgendo direttamente gli ambienti della ricerca, “offrendo così al gran pubblico delle notizie di prima mano che al rigore scientifico coniughino la freschezza e l’entusiasmo della scoperta, grazie ad un linguaggio semplice e vivace, capace di divulgare i risultati ottenuti a tutte le fasce di età, a partire dai piccoli visitatori”. A questo è scopo è previsto, infatti, l’allestimento di un’aula didattica per ragazzi, mentre la mostra sarà arricchita anche da video e ricostruzioni virtuali.
Al successo della mostra, contribuiranno il Museo Archeologico di Ancona, di Ripatransone, i Musei Vaticani di Roma, i Musei Archeologici Nazionali di Roma e di Firenze, il Museo del vicino Oriente di Roma (Università La Sapienza), il Museo Civico di Varese, il Museo Archeologico di Chieti e i Musei Comunali di Roma.

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