L’Oasi si trova a circa tre chilometri dal paese, proprio in quel punto ha origine il fosso detto dell’Acqua Rossa, in cui vengono riversate tutte le acque provenienti dalle vicine sorgenti, fino a crescere come portata d’acqua per raggiungere piano piano il mare. La storia racconta che circa duemila anni fa, al tempo dell’impero romano, un soldato della nostra terra, che prestava servizio militare nella zona, si era convertito alla nuova religione cristiana. Però correvano brutti tempi per i cristiani perché con gli editti proclamati dai vari imperatori, venivano condannati tutti coloro che professavano la nuova fede e c’erano in atto molte persecuzioni. Nel mese d’aprile in una giornata molto calda, Aureliano si trovava a bere nel fosso, i nemici della nuova fede e commilitoni approfittarono della situazione e mentre era chinato per cercare un po’ di refrigerio, gli fu scagliato un dardo che riuscì a colpirlo mortalmente al collo. Il nostro martire cadde esanime riverso nell’acqua del ruscello: il sangue continuò ad uscire dalla ferita e l’acqua diventò rossa. Ecco, perché si chiama ancor oggi il fosso dell’acqua rossa. Questa leggenda è narrata da un artista di Grottammare detto il “Tarpato?, il quale oltre a rappresentarla con una pittura, afferma di averla sentita raccontare dai vecchi del paese. L’artista espone proprio in questi giorni presso il loggiato all’interno dell’oasi ( ingresso gratuito). Pomili dopo aver superato una grave malattia ai polmoni scopre le sue qualità, un talento artistico che lo porterà a creare numerose opere. Uomo umile, schivo, solitario, incompreso dai suoi coetanei, con il tempo è riuscito a raggiungere un linguaggio espressivo originale, attraverso uno studio e una ricerca. La bravura di un pittore non sta nel riprodurre fedelmente la realtà, ma nel saperla interpretare con spirito creativo. Il “Tarparo? riesce con i suoi paesaggi semplici ed infantili, popolati da strane presenze umane, un misto di pittura a metà tra il naìf e il surrealismo, a mettere nei suoi quadri spesso visioni angeliche. Numerosi sono stati i riconoscimenti in campo internazionale: Il Campidoglio d’oro a Roma, Le Coppe d’Argento a Malta, giusto per citarne qualcuno, nonostante ciò il Pomili ha sempre evitato le luci della ribalta e i facili guadagni. Ricco il programma delle manifestazioni che incomincia con la giornata di venerdì 25 con la classica gara di bocce, l’esibizione degli aeromodelli, spettacolo di cabaret, mentre per domenica 27, oltre la gara delle “uova scoccette?, ritorna la tradizionale scampagnata con giochi popolari, come la gincana, la gara della mangiata di spaghetti piccanti, la rottura delle pigne ed infine il tiro della fune. Da non dimenticare lo spettacolo del complesso “I cugini di campagna?
marco mozzoni

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