Il nuovo lungomare s’ha da fare? Un nuovo tormentone fa capolino sulla scena politica locale. Da qualche giorno è stato rispolverato dal dimenticatoio il progetto di sistemazione della tormentata striscia d’asfalto, trasformatasi nel tempo da centro attrattivo dell’offerta turistica a snodo cruciale della viabilità cittadina. La volontà di restituire un aspetto quanto meno dignitoso al lungomare è emersa, infatti, in uno dei nove documenti preliminari di project financing (i progetti finanziati dai privati, prima bistrattati poi opportunamente ‘riesumati’), recentemente presentati in Comune. L’arteria viaria che costeggia la spiaggia di San Benedetto versa ormai da decenni in uno stato di ‘coma vigile’, poiché sopravvive esclusivamente come via d’attraversamento della città. Ora, è doveroso esaminare dettagliatamente gli obiettivi prefissati dal progetto di riqualificazione in questione, nato dal connubio tra intervento pubblico e privato; ad una prima, attenta analisi si incontra già un ostacolo inatteso: al momento non è dato conoscere nella forma e nella sostanza le linee direttrici del progetto-lungomare. A conti fatti, nei programmi dell’Amministrazione si riscontra un difetto d’origine: l’esecutivo punta a procedere a ‘stralci’, iniziando i lavori con la sistemazione dell’arredo urbano, resa possibile dai proventi della vendita della farmacia comunale (oltre due milioni di euro). È lecito dubitare della bontà di siffatto intervento: c’è il rischio concreto di realizzare un’incompiuta, un’opera senza capo né coda. “Riqualificare” nella sua accezione più elementare ma intensa significa migliorare l’ambiente urbano secondo i principi di progettualità e partecipazione: un concetto che contrasta in sostanza con il pur lodevole proposito di “sistemazione”. Insomma, se i nostri governanti vorranno restituire al lungomare un volto più moderno e ‘a portata di cittadino’ dovranno liberarsi dall’atavico pregiudizio (tipico dell’Amministrazione sin dall’inizio del mandato) che identifica l’idea di progettualità con quella di manutenzione. Un nodo così intricato per il futuro della città non può essere semplificato con l’individuazione del punto esatto dai cui far partire i lavori di sistemazione del lungomare, (questione che ha acceso una stucchevole diatriba in seno alla maggioranza), ma piuttosto deve essere strettamente legato ad un’idea ben precisa di programmazione e riqualificazione dell’area in questione. Se così non sarà, la strada verso un ‘restyling’ a tutto tondo del lungomare si rivelerà fatalmente un percorso ad ostacoli.

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