Uno ad uno sono saliti sul palco chiamati da Remo Croci accompagnati da applausi più o meno intensi dai tifosi di allora e dagli ultras di oggi. I primi a raggiungere il giornalista, sono stati i fratelli Ferruccio e Nicola D’Isidori, storici presidenti nel 1974. Nicola ha voluto dire qualcosa in riguardo “ ho tutti bei ricordi. Per fare una Samb forte ci è voluta anche tanta fortuna. L’unione della squadra e dei tifosi era tutt’uno. Avevo un rito scaramantico che mi portava bene: era un anello che indossavo e che i miei giocatori toccavano prima di segnare?. Ferruccio ha rimarcato l’importanza della Samb “ho passato tante gioie e tanti dolori. La cosa che mi rende fiero è che era considerata e stimata in tutta l’Italia perché era un ambiente sano.?

Dopo un breve filmato che ha visto ricordare le gesta di Genova e di Parma, ecco i campioni salire sul palco: Silvano Martina, Giovanni Romani, Catto Franco, Marchini, Maurizio, Castronaro Angelo, Agretti Mauro, Ripa Nicola, Basilico Gregorio, Chimenti Francesco, Limonato Maurizio, Umberto Pasquali, Mario Marini, Angelo Buratti (ex capitano nell’anno in cui la Samb giocò contro la Juve). Alcuni hanno ricordato i bei momenti di quella promozione, i gol segnati e il clima che si respirava nello spogliatoio. Sono stati donati loro un ‘opera grafica che rappresenta una particolare vela con lo sfondo dello stadio e dei tifosi, e una targa ricordo.

A Mauro Agretti, dopo quasi trent’anni di distanza, è stata data la medaglia d’oro per aver superato le 100 partite giocate (122 presenze). Allora per alcuni conti sbagliati non gli fu consegnata. Sul palco sono saliti, infine il dirigente sportivo Angellozzi con mister Colantuono per consegnare la targa all’indimenticato allenatore Marino Bergamasco (applauditissimo dalla platea). Vice di Nereo Rocco al Milan, fu chiamato a sostituire l’esonerato Persico in un momento delicato. Da lì arrivò la serie B. Bergamasco era visibilmente emozionato “ è una grande soddisfazione essere qui. Il calcio è gioia e dolore. In campo mettevamo noi stessi e il giovedì a pranzo venivano fuori tutte le cose che sul terreno di gioco dimostravano il nostro valore?.

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