Maledetta tivvù

Seduto sul sofà invece che lì, ad Avellino, a cantare e soffrire per la Samb. “Odio sempre di più il calcio in Tv”, come recitava uno striscione dei tifosi rossoblù, una macchia in uno stadio pieno come neanche in Serie A. Ma qui, sul sofà, soffro ancora di più. Soffro per i continui falli su Max Fanesi, per l’indomabile Gennaro Delvecchio, per una difesa che non cede un centimetro, per Soncin che tira due volte ma trovo pronto Cecere, per Colantuono “leone in gabbia”, come viene descritto dai telecronisti. Soffro e maledico quel colpo di testa di Voria, soffro a pensare a quei tifosi che ora si sentono soli, soffro come un dannato al 94°, quando il tiro di Delvecchio colpisce il palo: ero scattato in piedi, pensavo fosse il gol di un meritato pareggio. Maledetta tivvù, sei un inganno: si va a dormire con il fegato che rode, tra le notizie di una guerra che non piace a nessuno e una “billa” che t’accompagnerà fino al mattino.

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