Tutto è ormai pronto per l’importante manifestazione per la Pace, che partirà domani mattina alle ore 9 dal Santuario di San Giacomo della Marca a Monteprandone, e si concluderà alla Rotonda di San Benedetto.

Prevista la partecipazione massiccia, sia di comuni cittadini pronti a far presente il proprio dissenso contro la guerra in atto in queste ore in Iraq, sia di Monsignor Gervaso Gestori, vescovo della diocesi sambenedettese.
Inoltre, preannunciata la presenza di alcunirappresentanti di comuni della zona come Spinetoli e ovviamente Monteprandone.

Proprio il consiglio comunale di quest’ultima cittadina, ha elaborato un documento, nella quale si richiama l’articolo 11 della Costituzione Italiana (che molti ormai sapranno recita “L’Italia ripudia la guerra come mezzo di soluzione delle controversie internazionali”),e nella quale si appoggia totalmente la posizione della Chiesa Cattolica, e del Santo Padre.

Questo documento sarà poi inviato alle più importanti autorità nazionali, come il Presidente della Repubblica Ciampi,e il Presidente del Consiglio Berlusconi, nel tentativo di far sentire un’altra voce, seppur piccola, contraria al conflitto. Tra le righe di questa dichiarazione, si leggono inoltre richiami affinchè l’Onu possa tornare ad occupare un ruolo di primo piano nella situazione internazionale.

Alla manifestazione saranno presenti anche i bambini della scuola elementare “Moretti”, pronti a colorare allegramente
il corteo.

Non sembra invece possibile, almeno per ora, la presenza del sindaco di San Benedetto Martinelli. Certamente non si può che esprimere rammarico per questa posizione, dominata ancora da logiche di partito, piuttosto che da un minimo di buonsenso. La pace, dovrebbe essere intesa, come un valore comune, generale, senza distinzioni, politiche, religiose o culturali che siano.

Purtroppo però, non sembra che questo possa avvenire, nè da parte dei politici nazionali, intenti a battibeccarsi su l’utilità di una manifestazione, o sul colore di una bandiera, nè tra politici locali, guidati più dalle direttive provenienti dall'”alto”, che dalla voce della propria coscienza.

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