Sono i numeri di una zootecnia marchigiana che il trend degli ultimi anni dà oggi a forte rischio di sopravvivenza, almeno se non verranno presi provvedimenti per bloccare un’emorragia che, oltre ad avere ripercussioni sull’economia del territorio, porterà un grave danno all’ambiente.
La maggior parte degli allevamenti si trova, infatti, nelle zone marginali e montane e un loro abbandono definitivo avrebbe dei pesanti contraccolpi (rischio di alluvioni, frane, ecc.) senza la manutenzione quotidiana assicurata dalla presenza delle imprese agricole. Senza dimenticare l’importanza del rilancio della “marchigiana?, la pregiata razza bovina autoctona, che già un ventennio fa aveva fatto temere una sua prossima estinzione.
“Un inizio di svolta potrebbe derivare dalla nuova proposta di legge sulla Zootecnia presentata dall’assessore regionale Silenzi al Tavolo verde – nota il presidente di Coldiretti Marche, Giannalberto Luzi -, uno strumento sulle cui linee fondamentali ci troviamo molto d’accordo, anche se resta la necessità di qualche chiarimento: fondamentale è quello di non considerarla una legge di spesa (vista la carenza di risorse interne), ma una legge di orientamento della zootecnia regionale, la quale sappia coordinare con intelligenza, secondo le esigenze del territorio, tutte le risorse destinate al settore derivanti da regolamenti comunitari o da leggi nazionali. E tutto questo è necessario tanto più in considerazione che la zootecnia non riguarda solo i problemi agricoli, ma anche e soprattutto quelli dell’ambiente, della sanità, dei servizi sociali e del turismo. Pensiamo, per questo, di concerto con tutti i settori succitati, a trovare tutti quegli incentivi per favorire la permanenza fisica nel territorio delle imprese zootecniche, garantendo loro una adeguata economicità, per non abbandonare a se stesso un settore che potrebbe dare ancora tanto alla nostra economia e che, anche nei tempi bui di “mucca pazza?, ha garantito ai consumatori marchigiani la sicurezza di mangiare carne senza temere per la propria vita?.

I NUMERI DELLA ZOOTECNIA MARCHIGIANA

PRODUZIONE Numero
di capi Variazione
1990-2000
BOVINI 78.329 – 33,6 %
SUINI 147.750 – 40,7 %
OVINI 162.774 – 27,2 %
POLLAME 7.693.313 – 17,5 %
CAPRINI 6.929 – 46,4 %
EQUINI 5.064 – 19,8 %

IMPRESE AGRICOLE CON ALLEVAMENTI 39.479 – 30%

CAPI DI RAZZA BOVINA MARCHIGIANA 21.791 -15 %
Fonte: elaborazione Coldiretti su dati BovinMarche, Istat, Ismea.

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