E’ nato ieri, con un accordo di programma presso la sede della regione Marche firmato dal presidente Vito D’Ambrosio, l’ufficio di mediazione penale minorile. Si tratta di una nuova struttura,già presente in alcune grandi città come Torino Bari e Milano, che sarà attiva per due anni in via sperimentale anche nella nostra regione.

Tale istituzione, consentirà tramite un mediatore, la comunicazione, e la comprensione tra un minore autore di un reato, e la vittima. Nessun tipo di giudizio quindi, ma solo una figura neutrale che aiuterà il riavvicinamento tra i due soggetti. La giunta regionale per la realizzazione di questo progetto ha stanziato la somma di 50 mila euro.

Dalle parole del presidente regionale D’Ambrosio traspare soddisfazione per questa nuova iniziativa, definita
“un istituto nuovo calibrato con le realtà territoriali”. Per costruire concretamente questa nuova istituzione,
saranno create figure professionali specifiche, come psicologi e operatori giuridico-sociali, con l’intento di avere un personale preparato ad affrontare le più diverse problematiche. L’obiettivo principale dell’ufficio di mediazione minorile, è senza dubbio, la possibilità di responsabilizzare il minore, attraverso l’incontro con la vittima, ed inoltre di evitare una pericolosa discriminazione dalla società del minore stesso.

Alla Regione, spetterà sia il compito di sostenere i costi della formazione dei mediatori,sia quello di tutte le esigenze necessarie all’avvio dell’attività, come le spese per gli arredi, e per le locazioni degli uffici.
D’altra parte però, le autorità giudiziarie minorili di Ancona, si sono impegnate ad inviare dei minori sottoposti a procedimento penale ai mediatori, per provare le positive funzionalità dell’idea.

Ultimo punto, non meno importante, sarà l’attività di coordinamento che dovrà essere svolta dai mediatori, affinchè tutte le operazioni si svolgano di pari passo con il processo penale vero e proprio.

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