Le Marche capofila nella sperimentazione di tecnologie avanzate per combattere il traffico di droga. Tre i porti interessati: Ancona, Patrasso (Grecia) e Durazzo (Albania). L’Unione europea ha finanziato il progetto presentato dalla Regione che prevede il potenziamento delle strumentazioni di vigilanza nei tre scali portuali.
Beneficiarie del programma comunitario sono le Regioni, che dovevano inviare le proposte operative entro il 30 giugno 2002.
Il presidente D’Ambrosio ha attivato il Comitato tecnico scientifico (previsto dalla legge regionale 11/02: “Politiche integrate di sicurezza?), che si è riunito con le quattro prefetture marchigiane e l’Agenzia regionale delle dogane, per elaborare il progetto di fattibilità, sostenuto dalla Ue.
“La lotta al traffico di droga – sottolinea il presidente della Regione Marche, Vito D’Ambrosio – è una delle priorità internazionali, nell’ambito della prevenzione dei fenomeni di criminalità organizzata. Anche una Regione può e deve fare la sua parte, nei limiti del proprio mandato amministrativo e nell’ottica della sicurezza integrata.
Le Marche si sono dotate di uno strumento legislativo (legge regionale 11/02) che punta a coordinare le risorse in bilancio con quelle statali ed europee, per concorrere allo sviluppo della civile e ordinata convivenza nelle città. La legge, inoltre, promuove la collaborazione con le autorità locali e l’integrazione delle politiche sociali degli enti pubblici con quelle di contrasto della criminalità degli organi statali. Il finanziamento Ue agevola questa connessione tra i vari enti che operano sul territorio, ciascun con il proprio mandato e la propria specifica competenza?.
La Regione, con la collaborazione del Comune di Patrasso e del prefetto di Durazzo, testerà e installerà un sistema di tecnologie avanzate idoneo a riconoscere le targhe dei diversi veicoli che circolano nei porti di Ancona, Patrasso e Durazzo. L’installazione del sistema consentirà di rilevare i transiti, di segnalare i veicoli sospetti, di confrontare un container con la targa del veicolo che lo trasporta, di effettuare indagini incrociate – contemporaneamente e in tempo reale – sui mezzi e sulle persone sospette nei tre porti, di confrontare i sospettati con i veicoli che conducono alla partenza e all’arrivo nei porti, di collegare una persona al conducente abituale di un veicolo attraverso le impronte digitali, di verificare se un automezzo ha lo stesso conducente alla partenza e all’arrivo.
Il sistema ha un costo di 180 mila euro: 128.520,00 sono finanziati dalla Ue, 36.271,38 dalla Regione Marche, 8.555,83 dal Comune di Patrasso e 6.652,79 dalla prefettura di Durazzo.
Il progetto va concretizzato entro 18 mesi. Prima di svilupparlo, la Regione deve confrontarsi con le autorità Finlandesi per testare “sul campo? la sua efficacia, attingendo dall’esperienza acquisita con il sistema di riconoscimento delle targhe dei veicoli esistente al confine tra la Russia e la Finlandia. (r.p.)

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