A circa vent’anni dall’edizione televisiva curata da Luigi Squarzina, Branciaroli torna ad affrontare il personaggio dell’imperatore. E lo fa ora attraverso il dramma di Albert Camus, che la critica accolse all’esordio come commedia filosofica. All’indomani della morte della sorella-amante, a Caligola si rivela una verità crudele quanto banale: “gli uomini muoiono senza essere felici”.
L’imperatore si getta così in un agghiacciante vortice di delitti che avranno fine solo con il suo assassinio. Un assassinio che, preparato violenza dopo violenza, sembra piuttosto essere un “suicidio superiore”.

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