Credo che una piazza calcistica appassionata, numerosa ed esperta come quella di San Benedetto non possa permettersi certi errori di valutazione come quelli che stanno avvenendo ultimamente.

Se la Samb non vince più, sono mille le cause possibili: tutte giuste, tutte reali. Il calo di rendimento di alcuni giocatori fondamentali; la sopravvalutazione della panchina (se, a parte i dodici “stakanovisti”, gli altri vengono impiegati col contagocce, qualcosa ci sarà); l’incapacità di modificare l’assetto tattico in corsa in maniera convincente (4-4-2 in eterno?); l’assenza di un giocatore di fantasia che sappia dribblare l’uomo; i mancati rinforzi di gennaio; il blocco psicologico seguente alle troppe giornate senza vittoria; la “mancanza di cattiveria” di una squadra che non ha saputo vincere partite dominate (Teramo all’andata, Avellino, Pescara, eccetera) e che vince solo quando gioca benissimo (a parte l’1-0 contro la Fermana, tutte le altre vittorie sono state, spesso, straccianti); non ultimi, l’assenza dei massimi esponenti della società da San Benedetto (cosa che non ha impedito alla Samb di vincere gli ultimi due campionati, però…), e anche le indagini della Guardia di Finanza che hanno interrogato i giocatori della Samb a seguito dell’articolo pubblicato su L’Espresso qualche tempo fa.

Queste, e forse altre mille cause, sono alla base del momento-no della Samb.

Però, le considerazioni che normalmente vengono addotte, in questi ultimi tempi, sono inverosimili. Ad esempio, se davvero si pensa che la cessione di un giocatore come Sergi (ha giocato per neanche trecento minuti…) abbia “sfasciato” lo spogliatoio, allora è inutile coltivare sogni di promozione…Una squadra così romantica e sensibile ad avvenimenti che nel calcio sono la regola, dovrebbe partecipare a tornei amatoriali.

Altra cosa: moltissimi, nei discorsi “da bar”, sono convinti che la Samb non voglia andare in Serie B. Per quale motivo? L’incompatibilità tra Samb e Catania in Serie B, squadre di proprietà dei Gaucci. Il problema non sussiste, perché, se la Samb dovesse andare in Serie B, il suo valore crescerebbe economico crescerebbe a dismisura: chi rinuncerebbe ai milioni di euro della Lega?

Il capitolo stipendi sembra chiuso: nessuno si lamenta. Forse qualche pagamento è arretrato, ma alla fine tutti avranno quanto scritto nei contratti. In tre anni di Samb tutto si può rimproverare ai Gaucci, tranne questo.

Un’altro argomento, è quello dello spogliatoio che si è “sfasciato” per l’arrivo di Criniti, un giocatore che lo scorso anno ha fatto moltissimo per la promozione della Samb e che, quest’anno, non ha ancora messo il piede nella panchina…Figuriamoci quante se ne sarebbero dette se avesse giocato!

Inutili poi le polemiche sollevate sul dopo-partita di domenica scorsa: crediamo che alzare polveroni sul fatto che Matricciani non abbia parlato con i tifosi, beh, questo ci fa soltanto sorridere.

La stampa non l’ha presa bene dall’essere stata esclusa dall’incontro fra squadra e tifosi. Personalmente non lo ritengo un errore gravissimo in assoluto (la stessa cosa è accaduta a Pescara senza alcuna polemica), anche perché in un contesto del genere è doveroso proteggere i calciatori e la stesso staff tecnico da accuse che potrebbero essere estemporanee. Tuttavia, e questo valga per il futuro, un po’ più di tatto verso gli organi di informazione sarà doveroso (si è dovuto bussare alla porta della Segreteria per ottenere il resoconto di quanto accaduto da parte di Italo Schiavi).

Quanto ho scritto sopra non è un atto d’accusa, ma una considerazione seria (lo spero) su quanto sta avvenendo attorno alla Samb. Non difendo nè la società nè l’allenatore e sono consapevole che in questo momento la Samb è più fuori che dentro i play-off, l’obiettivo dell’inizio del campionato. Sarò ben lieto di accogliere commenti di qualsiasi tipo da parte dei nostri lettori.

flamminipp@libero.it

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