Con uno scenario simile, se una formazione di levatura tecnica superiore non riesce a prevalere, vuol dire che qualcosa si è rotto nelle teste e nei meccanismi della squadra rossoblù. Anzi, per dirla ancora più chiara, le vere occasioni da gol le ha avute il Chieti di Braglia: almeno quattro volte Pardini si è salvato per merito di rimpalli fortunosi all’ultimo istante o per errori grossolani degli attaccanti ospiti e una volta grazie ad un suo intervento prodigioso sui piedi di D’Anna.
Possibile che una semplice sconfitta casalinga contro il Teramo (da lì sono iniziati tutti i guai) abbia causato danni così pesanti alla squadra rossoblù? Riteniamo di no, mentre è possibile che quella sconfitta insieme agli infortuni sul filo di lana contro Benevento, Crotone abbiano contruibuto a creare una situazione di insicurezza che ancora Colantuono & c. si portano avanti. Dopo quel fatidico 1-3, sarebbe bastata una gara fortunata o fortunosa per ridare tranquillità ad una formazione che faceva dell’entusiasmo la sua arma migliore. Ora tutto sta precipitando verso il peggio eppure sarebbe bastata una vittoria oggi per ridare speranze concrete come ho osato prevedere con un mio redazionale prima della gara. Lo avevo intitolato TRE PUNTI E LA STORIA CAMBIA. Tre punti non sono arrivati ma, senza la vittoria imprevista (come del resto il nostro pareggio) dell’Avellino, oggi avremmo assistito ad una classifica che avrebbe dato nuove speranze anche in funzione primo posto. Così non è stato e non resta che rimboccarci le maniche e puntare diritto verso un finale come quello di un anno fa.
Nel finale i tifosi si sono intrattenuti prima con Colantuono poi con tutti i giocatori.
Nazzareno Perotti

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