Il Presidente D’Ambrosio avrebbe dovuto parlare a nome delle Regioni italiane nell’incontro concesso dal Capo dello Stato, al Quirinale, alla delegazione del Comitato promotore della Conferenza nazionale degli assessori alla cultura e turismo riunita a Firenze nelle scorse settimane. L’appuntamento ha subito modificazioni per i recenti avvenimenti. D’Ambrosio rende noto il suo intervento.

“Il Patto per la Cultura, il documento scaturito da quell’incontro, afferma in primo luogo che “tutti i beni storici, artistici e paesaggistici sono patrimonio di tutti i cittadini e contribuiscono a definire l’identità civica della Repubblica Italiana?.
Perché questa affermazione preliminare?
Perché la vicenda legislativa recente, riguardante il patrimonio culturale dello Stato e il suo utilizzo allo scopo di recuperare risorse finanziarie, desta vive preoccupazioni in quanti, a vario titolo, si occupano della conoscenza e della conservazione del patrimonio culturale del Paese.
La sancita alienabilità del patrimonio dello Stato, compresi i beni culturali e ambientali, apre la strada a gravi pericoli, contro i quali poco sembrano valere le deboli garanzie previste nel testo di legge, nonché gli impegni ad ampliarle e precisarle che il ministero competente non ha fino ad oggi concretizzato.
Sin dalla sua fondazione ed anche nei momenti economicamente e istituzionalmente più difficili, lo Stato italiano non ha mai voluto rinunciare al pieno possesso di quel patrimonio. Ora invece sembra affermarsi l’idea che il valore venale contingente sia l’unico valore e che ad esso possano essere sacrificati i più alti e duraturi valori simbolici nei quali si sono riconosciute, si riconoscono e, speriamo, si riconosceranno in futuro generazioni di italiani.
La risoluzione oggi di un contingente problema economico può creare, domani, un ben più grave impoverimento.
Facendo nostre le preoccupazioni che Lei, signor Presidente, espresse nella lettera inviata al Presidente del Consiglio all’atto della promulgazione della legge, e nel rispetto di quanto disposto dall’art. 9 della Costituzione, auspichiamo che si apra su questo problema un ampio dibattito cui partecipino tutti gli interessati, ed in particolare i tanti insigni studiosi italiani e non che in questi mesi guardano con preoccupazione l’evolversi della situazione.
L’auspicio, e l’obiettivo da raggiungere, è che da questa discussione nasca una nuova e rigorosa norma di tutela e valorizzazione dell’indisponibile patrimonio artistico e culturale presente nel nostro Paese, che rappresenta probabilmente il più forte e condiviso elemento di identità nazionale.?

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 204 volte, 1 oggi)