La Giunta regionale ha deliberato, su proposta dello stesso presidente D’Ambrosio, di ricorrere alla Corte Costituzionale su due importanti questioni: l’attuazione delle opere infrastrutturali strategiche secondo la cosiddetta “legge obiettivo? e la trasformazione degli Irccs. Sul primo punto la Giunta ha presentato ricorso anche al TAR Lazio.
Per quanto concerne la realizzazione delle infrastrutture il governo regionale ha impugnato la deliberazione CIPE n. 93 del 31 ottobre 2002, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 6 febbraio scorso, che contiene il “I° programma delle opere strategiche – Asse viario Marche-Umbria e quadrilatero di penetrazione interna?. Sono stati avanzati ricorsi sia davanti alla Corte, per conflitto di attribuzione, che al TAR Lazio, per contrasto fra la citata delibera e i principi stabiliti dalle Intese in sede di riunione CIPE/Presidente della Regione Marche. Il prof. Stefano Grassi del Foro di Firenze, costituzionalista di fiducia della Regione Marche, ha ipotizzato che l’atto leda le competenze costituzionalmente garantite alla Regione sia legislative che regolamentari e finanziarie.
Per gli IRCCS le norme contestate dalla Giunta regionale sono quelle contenute negli articoli 42 e 43 della legge n. 3/2003 (Disposizioni ordinamentali in materia di Pubblica Amministrazione). Tali articoli, infatti, che disciplinano la delega per la trasformazione degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico in Fondazioni e Organizzazione a rete di istituti di ricovero e cura a carattere scientifico dedicati a particolari discipline costituiscono disposizioni che si ritiene incidano su materie di competenza regionale e quindi rilevanti sul piano dell’illegittimità costituzionale anche a seguito delle innovazioni contenute nella riforma dell’ordinamento regionale (nuovo Titolo v della Costituzione) dell’ottobre 2001.

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