Gli strumenti della cabina di monitoraggio dell’inquinamento atmosferico della Provincia ubicata sulla Statale adriatica hanno segnalato stamane un livello delle polveri sottili PM10 pari a 53,32 microgrammi per metro cubo, inferiore a quel limite di 60 che, se perdurasse per una settimana, obbligherebbe il Sindaco a firmare un provvedimento di circolazione a targhe alterne.

Si tratta comunque di valore superiore a quello di attenzione fissato a 50 microgrammi per metro cubo, per cui il Comune rinnova l’appello a tutti i cittadini a limitare per quanto possibile l’uso di auto private preferendo sistemi alternativi come i mezzi pubblici o la bicicletta.

Va detto inoltre che i provvedimenti restrittivi debbono essere presi tenendo conto dei valori rilevati nei Comuni facenti parte dell’ambito stabilito dalla apposita delibera regionale. In base a questa suddivisione del territorio, la stazione di rilevamento di S. Benedetto è abbinata a quella di Monsampolo che fa registrare concentrazioni di PM 10 superiori a 60 m.gr./mc. dal 10 marzo, cioè da quattro giorni.

Se questa situazione perdurasse per altri tre giorni, anche se la cabina di S. Benedetto evidenziasse dati nella norma, scatterebbe comunque l’obbligo delle targhe alterne.
“Ci troviamo in una situazione di attenzione costante al problema – spiega l’assessore all’ambiente Ruggero Latini – e sappiamo bene che se ne potrà uscire soltanto con soluzioni radicali.

Per questo continueremo la nostra battaglia per la realizzazione della bretella di collegamento tra l’asse viario interrotto in zona S. Lucia e via Manara coinvolgendo Regione, Provincia e ANAS affinché vengano redatti i progetti in tempi celeri?.

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