SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Grande successo per Sotterranea 2003, concorso nazionale per gruppi emergenti, che ha raggiunto l’apice nella serata conclusiva di Sotterranea Rock che si è svolta in tre serate al Brunch Live Club di San Benedetto del Tronto. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Culturale Musicarte con la direzione artistica del critico musicale Franco Cameli, il patrocinio del Comune di San Benedetto del tronto e Provincia di Ascoli, in collaborazione con Full Mobili di Martinsicuro (TE) e www.allmusic.it. A proposito di siti internet, è bene sottolineare ii grandissimo riscontro ottenuto dal sito ufficiale www.sotterranea.com con centinaia di visite giornaliere, e il fatto stesso che Sotterranea ha visto una numerosa partecipazione di giovani e gruppi provenienti da tutta Italia, che hanno alloggiato negli alberghi della Riviera creando così un periodo di turismo fuori stagione.

Sul palco del Brunch sono saliti sette gruppi con il seguente ordine di uscita: F.A.T.A. di Modena, Arsiopes di San Benedetto del Tronto (AP), Kitsch di Civitanova (MC), La Corte degli Scontenti di Offida (AP), Riserva Moac di Bojano (CB), Valéry Larbaud di Cremona, Gene.Razionale di Biella.

I Riserva Moac si esibiscono verso l’una e attaccano subito con uno zampognaro che intona un motivetto di rimembranza natalizia. Un attimo di perplessità per il pubblico presente che subito dopo si entusiasma per la grande abilità tecnica del gruppo che fonde fisarmonica, drum-machine, basso, batteria, ciaramella, xaphone, in un mix di folk-rock impreziosito da sfumature elettroniche e ritmi world. Il fisarmonicista (notevole!) è abbigliato in tenuta tradizionale molisana, con una gonnella simile ad un kilt che nulla toglie al suo sex appeal. Ma l’atmosfera cresce di intensità quando entra in scena la cantante che, con splendida voce dai toni bucolici, arricchisce gli arrangiamenti già al top per poi dileguarsi e riapparire con un burqua azzurro. L’entusiasmo è alle stelle. Di effetto scenico il preambolo di Tiempo Uguale: il cantante ripete più volte il titolo del brano, e ad ogni scansione si gira un musicista mostrando scritta dietro la t-shirt la strofa del motivo. Una band davvero straordinaria e perfetta in ogni singolo particolare, che si aggiudica anche gli attestati per il miglior batterista, miglior strumentista, miglior arrangiamento, premio originalità.

I Riserva Moac sono: Mariangela Pavone (voce), Fabrizio Russo (voce), Roberto Napoletano (fisarmonica), Aldo Iezza (zampogna e ciaramella), Oreste Sbarra (batteria e drum machine), Patrizio Forte (basso).

Gli Arsiopes di San Benedetto eseguono un metal progressivo di ottima fattura: chitarra, voce, basso, batteria e un tastierista in grado di conferire suggestive coloriture al sound. Una nota di merito anche al batterista che è di una precisione metronomica. Il gruppo ha vinto i premi per il miglior chitarrista, miglior bassista, abilità tecnica.

Gli Arsiopes sono: Fabrizio Sgattoni (chitarra e cori), Franco Sgattoni (voce), Giacomo Cagnetti (tastiere), Marco Collina (basso), Federico Bruni (batteria).

La Corte degli Scontenti , formata da elementi di Offida e San Benedetto, è votata al prog-rock dei primi anni Settanta e rende chiaramente omaggio al Banco del Mutuo Soccorso, mentre nel primo pezzo strumentale riecheggiano i Jethro Tull. Il gruppo è in grado di elaborare “ragnatele” musicali che culminano nei ripetuti crescendo di pieno strumentale. Singolarmente sono di buona levatura tecnica. Qualcosa in più la fa sentire il cantante-tastierista che con un piano tra i più comuni in circolazione, tira fuori note di prestigio. Non a caso è stato insignito del premio per il miglior tastierista. La band saluta il pubblico di Sotterranea dicendo: “Grazie, noi abbiamo finito. No alla guerra. No alle guerre!”.

La Corte degli Scontenti: Vito Impedovo (batteria), Alarico Pierantozzi (chitarra), Giuseppe Calendi (basso), Stefano Cicconi (tastiere e voce).

I Kitsch di Civitanova sono una band di notevole interesse: molto giovani, ottima tecnica musicale, affiatati e con notevole personalità artistica. Cantano in inglese e già dall’attacco si capisce che hanno le carte in regola: buio sul palco, il chitarrista con le spalle al pubblico manovra il campionatore che emana una scia di rumori, poi i faretti in on e la band attacca arrabbiata un ritmo quasi techno-metal dalle interessanti linee melodiche. Ricordano vagamente i Linkin’ Park, ma sono più vari, fino a spingersi nel crossover funk-melody-metal. Il cantante è una simbiosi tra un Tom Waits speed e Nick Cave. La band ha vinto il premio per la miglior voce e l’ambitissimo Premio per il Testo con un Valore Letterario.

I Kitsch sono: Giuseppe Valenza (voce), Emanuele Costanzi (chitarra e seconda voce), Lorenzo Morresi (chitarra e campionatore), Sandro Santoni(basso), Vincenzo Acconcia (batteria).

I F.A.T.A. di Carpi salgono sul palco e calamitano subito l’attenzione con secchi colpi di batteria, poi un lamento e l’ingresso del carismatico Robby, il cantante-mimo che si accompagna a metà canzone col megafono. Nel brano “Bambole di plastica” il vocalist indossa una maschera bianca con gli occhi cerchiati di nero, e si muove seguendo il ritmo della musica e dando vita ad una performance decisamente suggestiva. Un sapiente mix sospeso tra la forza delle note e l’atmosfera teatrale. Poi un accenno ad un evento epocale “per non dimenticare la più grande di tutte le divisioni: il muro di Berlino”. In generale la band traccia una cupa ragnatela sonora, con una buona intelaiatura di base ed un vulcanico tastierista dal petto nudo e tatuato che dà lezioni di incursioni trasversali. Vincono il premio composizione.

I F.A.T.A. sono: Roberto Ferrari (voce), Alessandro Albarelli (chitarre), Milo Mazzola (batteria), Davide Romitti (basso), Daniele Brandioli (tastiere e cori).

I Valéry Larbaud di Cremona sono dotati di notevole personalità e di un vocalist straordinario come Diego Pallavera, in grado di cantare e trasmettere forti emozioni al pubblico. La voce di Diego domina la scena ed i suoi movimenti frenetici, a scatti, quasi disperati, seguono in maniera imprescindibile quella voce come un faro nella notte. Silenzio in sala, solo la musica dei Valéry e bisbigli di approvazione. La band esegue i brani serrando ritmi e melodie costruiti su misura per l’urlo notturno del vocalist, attraversato da maliose trame tastieristiche prodotte da una Korg maledetta. I testi sono di grande spessore. Vincono il premio espressività.

I Valéry Larbaud sono: Diego Pallavera (voce), Luca Landi (basso), Manuel Landi (batteria), Paolo Ciuchi (chitarra), Davide Ciuchi (piano).

I Gene.Razionale di Biella hanno fuso la macchina sulla quale viaggiavano sull’autostrada all’altezza di Cesena. Ma la voglia di partecipare a Sotterranea è stata così grande da spingerli a proseguire in treno. Sono arrivati verso le ore 22 e hanno suonato senza fare il sound check. Davvero ammirevoli! Eseguono un rock elettrico di stampo autorale, con due chitarre elettriche e una elettroacustica che si intersecano in modo pregevole. La voce del cantante s’incastona ad hoc tra gli arpeggi e le corpose linee di basso. Una nota di merito per i testi. La band vince il premio simpatia.

Lo staff di Sotterranea 2003 saluta i tanti fedelissimi che ci hanno seguito al Brunch e sul sito ufficiale e rinnova l’appuntamento per il prossimo anno. Non mancate! Nel frattempo Sotterranea Rock cede il posto a Sotterranea Poesia che si svolgerà entro la metà di aprile. Per maggiori informazioni seguiteci su www.sotterranea.com

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