Ci sarebbe anche una donna di Grottammare fra le 13 arrestate sabato notte nell’ambito di una vasta operazione antidroga dei carabinieri di Teramo e che coinvolgerebbe anche un carabiniere: al militare dell’arma sarebbero stati contestati i reati di cui agli articoli 368 (calunnia) e 73, detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti. Di aver detenuto droga sono accusate anche le altre 12 persone arrestate, oltre a 2 soggetti (uno di nazionalità italiana, l’altro venezuelano) indagati a piede libero.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal gip di Teramo Cirillo su richiesta del sostituto procuratore Castellani. L’operazione è circondata da uno strettissimo riserbo.

Le persone coinvolte graviterebbero nella provincia di Teramo fra Tortoreto, Alba Adriatica, Controguerra e Montorio al Vomano: non è escluso che possa trattarsi di più bande, almeno due. Non chiaro, al momento, il ruolo della donna di Grottamare. In tutto si tratta di 11 italiani, 3 albanesi e un venezuelano.

Quattro le donne in manette e rinchiuse nel carcere di Castrogno con gli altri. L’indagine sarebbe partita da una inchiesta dell’autorità giudiziaria belga su un omicidio. Per rogatoria sono stati coinvolti i carabinieri del Rono di Roma che hanno dato il via ad una serie di intercettazioni che hanno portato alla scoperta dell’esistenza di un traffico di droga che si svolgeva principalmente fra Alba Adriatica e Tortoreto. Al momento non è ipotizzabile che le persone indagate dalla magistratura teramana siano in qualche modo collegate direttamente all’omicidio avvenuto in Belgio.

Nei prossimi giorni avranno luogo gli interrogatori dei tredici arrestati: tra questi vi è una coppia e proprio la donna sarebbe tra i capi dell’organizzazione.

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