Per punire il marito Sganarello, ubriacone e manesco, Martine lo fa passare per medico presso una famiglia che ha una figlia molto malata. Persuaso dal bastone, egli accetta la sua parte e se la cava egregiamente: presenta come farmacista l’innamorato della ragazza, che il padre di lei non voleva accettare, ed ella riacquista subito la salute e la favella perduta. I due si sposano, Sganarello rimane medico.

Dice Gianrico Tedeschi, ottantadue anni portati benissimo, da oltre mezzo secolo sulle scene: «Gli amministratori di una volta dicevano ‘la gente ha voglia di ridere’. Facciamoli ridere quando si tratta di Molière. Sarà un caso, ma nel “Medico per forza” Sganarello dice: ‘Gente, attenzione, perché quando nell’aria gira stupidità c’è subito pronto chi se ne approfitta’. In tutti i campi del vivere umano, in prima linea quello sociale. A questo punto si imbrogliano le carte, la falsità viene spacciata per verità e chi se le ritrova sul gobbo poi è proprio la gente».

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