La Regione Marche ha presentato al ministero dell’Ambiente il programma esecutivo Infea 2003. Infea è il nuovo nome dell’educazione ambientale promossa dalle Regioni italiane, sulla base di un accordo sottoscritto con lo Stato. Un sistema nazionale di informazione e formazione, articolato su scala regionale attraverso iniziative di formazione che coinvolgono i giovani, la scuola, il volontariato.
“Il programma – spiega l’assessore all’Ambiente, Marco Amagliani – si sviluppa lungo tre direttrici per sostenere l’attività dei Centri di educazione ambientale (Cea), promuovere i servizi educativi e incentivare la qualificazione professionale degli operatori locali. Viene finanziato con 2 milioni e 235 mila euro, di cui 610 mila a carico del ministero, 1 milione e 10 mila della Regione e 615 mila degli enti che partecipano alle iniziative. Il documento è stato elaborato insieme alle istituzioni interessate: Province, associazioni ambientaliste, parchi, scuola, Arpam e Cea?.
Al ministero sono stati segnalati una ventina di progetti, alcuni dei quali costituiscono una vera novità per le Marche. In particolare, quello denominato: “Ambiente da piacere? anticipa Amagliani, “intende coinvolgere il mondo dei giovani, stimolando i loro interessi, nella consapevolezza che l’ambiente può essere anche sinonimo di divertimento e creatività?.
Alcune iniziative sono in fase di esecuzione, mentre le altre dovranno concludersi entro il 2004. Si punta, tra l’altro, a migliorare gli immobili che ospitano i Cea, a creare una rete informatica di collegamento tra le varie strutture territoriali ambientali, a potenziare le infrastrutture educative, a promuovere le politiche ambientali (regionali, nazionali, europee), a coinvolgere la comunità civile sui temi della sostenibilità ambientale e di Agenda 21, a stimolare l’adozione di programmi scolastici di educazione ambientale, a organizzare corsi per formare disabili come guide nei parchi, a divulgare tecniche produttive a basso impatto ambientale.
Le procedure amministrative scelte, per avviare i progetti, sono improntate ai criteri di trasparenza, economicità ed efficienza. Vengono privilegiati i bandi pubblici, mentre alla Province viene riconosciuto un ruolo importante nel riordino del sistema ambientale regionale: gestiranno i Laboratori territoriali che saranno attivati. (r.p.)

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