In realtà, dietro questa data che offre un’occasione di svago alle dirette interessate, si nasconde una tragedia prettamente femminile accaduta l’8 marzo 1908 a New York, nel periodo della rivoluzione industriale. Erano tempi in cui si stavano facendo strada i primi abbozzi di capitalismo, che ricorrevano spesso a strategie molto discutibili. Un esempio per tutti, era quello di utilizzare persone socialmente deboli (donne e bambini) in turni impietosi di dodici, tredici ore giornaliere, per poi sottopagarle. Tutto ciò, sapendo bene che nessuno avrebbe mai riconosciuto loro i più elementari diritti sociali.

Ed è proprio in questo clima che l’8 marzo 1908 ebbe luogo una tragedia, consumatasi all’interno di una fabbrica del Bronx: 130 operaie morirono divorate dalle fiamme, a causa di una vile azione del proprietario dello stabilimento. Costui, infatti, aveva sbarrato le porte e ogni via d’uscita, nel timore che le lavoratrici lasciassero il loro posto per scioperare. In quell’occasione l’emancipazione femminile dovette pagare un sanguinoso tributo in nome delle proprie intenzioni. Durante i funerali che seguirono il nefasto episodio, alcuni dei presenti coprirono le bare delle vittime con mazzi di mimose, una pianta che cresceva spontanea intorno alla fabbrica e divenuta, ai nostri giorni, simbolo dell’8 marzo.

Lo sfondo storico che accompagna questa festività porta a dare un peso maggiore alla rispettiva giornata, che andrebbe vissuta con dignità e senza eccessivi esibizionismi. Vale la pena ricordare che, nel corso della storia, nessuno mai come la donna ha subìto un’evoluzione sociale maggiore: infatti, in virtù dei propri meriti, è riuscita spesso ad occupare un ruolo predominante in una società inizialmente maschilista.

Naturalmente non è il caso di bandire i festeggiamenti che caratterizzano l’8 marzo, né creare un’atmosfera cupa riferita all’evento di tanti anni fa, semplicemente sarebbe opportuno vivere quel giorno con allegria e nell’intelligente consapevolezza della propria femminilità. E’ un’occasione come un’altra per incontrarsi, rivedersi, confrontarsi e scherzare con la tipica complicità femminile, lasciando per un breve lasso di tempo la vita di coppia.

Quindi è bene ricordare insieme l’8 marzo, data simbolica per la donna, in memoria del coraggio e del sacrificio che è costato la vita ad altre donne. Molte persone, però, trascorrono la serata in preda ad un’assurda frenesia che porta ad atteggiamenti e affermazioni esagerate, come se soltanto in quel determinato giorno si potesse dare libero sfogo allo stress della quotidianità. Ma l’8 marzo è solo una data simbolica che, in virtù del suo significato, merita di essere vissuta diversamente. Pertanto, sì ad una serata divertente, no agli eccessi. Perché non si è donne un solo giorno, ma sempre.

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