“Il Piano regionale per le Attività produttive è uno strumento innovativo – ha sottolineato il vice-presidente Gian Mario Spacca – Non solo è la prima volta che si fa programmazione nel settore, ma è stato costruito in modo da ottimizzare le risorse – regionali, nazionali, comunitarie – seguendo lo schema di organizzazione “per Assi?, adottato dalla CE.
E, soprattutto, è il risultato di una concertazione, che ha portato ad una condivisione piena da parte di tutte le forze politiche e sociali, tanto che il CES (Comitato Economico e Sociale) l’ha licenziato con una valutazione positiva.
Il messaggio per le imprese è chiaro: potranno operare in un ambiente dove è forte l’elemento della “coesione?, che è quello, che ha fatto del modello marchigiano, un modello studiato in tutto il mondo.
Questo è il terreno su cui ci misuriamo come Regione, cercare sul territorio le alleanze con i soggetti autori dello sviluppo e della convivenza democratica. Modalità assolutamente indispensabile in tempi di federalismo.
Innovazione, ricerca, credito, qualità, internazionalizzazione. Sono le parole d’ordine di questo Piano, messo a punto studiando gli scenari possibili futuri e mettendo in campo le “azioni?, che hanno avuto il consenso del mondo imprenditoriale. Quindi, non “interventi a pioggia?, ma “mirati?, per accrescere la competitività delle imprese.
A proposito di risorse, una battuta è necessaria. Prendiamo i dati ministeriali: risulta che siamo la Regione che ha utilizzato tutte le risorse trasferite, dove c’è stato il più alto numero di domande di contributi, elemento – dice lo stesso Ministero – che misura “la propensione delle imprese all’investimento.?
In questo quadro, di grandi potenzialità, ma di ristrettezze di risorse, non si può che accogliere positivamente l’appello del mondo industriale. Passare dalla “convivenza alla collaborazione?, è strategico per assicurare un futuro al modello marchigiano?.

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