Il gruppo salirà sul palco del Bitches Brew (c/o Hotel
International V.le Rinascimento,47) mercoledì 26
febbraio alle ore 21,30.
Il progetto Vital Information è partito come una vacanza
professionale e si è trasformato negli anni in
un’avventura musicale molto seria e remunerativa. Il
batterista statunitense Steve Smith ha infatti formato il
gruppo nello stesso momento in cui stava registrando
dischi e girando il mondo con una band popolarissima
e acclamata come i Journey.

Durante i pochi break del lavoro con questo gruppo, un
impegno che ha prolungato per ben sette anni, Smith
si ritagliava lo spazio per registrare ed effettuare
concerti con la sua oasi di sperimentazione musicale
preferita, i Vital Information appunto. Quando poi nel
1985 Smith ha lasciato i Journey, i Vital Information
sono diventati il suo principale focus professionale e
pur inanellando una nutrita serie di collaborazioni ed
ingaggi nelle vesti di session man(Steps Ahead,
Stanley Clarke, Mariah Carey, Ahmad Jamal, Dweezil
Zappa tra gli altri…), è stata la produzione con l’
“Informazione vitale” a scandire i passi
più significativi della sua carriera.

Vital Information però non è solo Steve Smith, è anche
altri tre componenti essenziali, due dei quali fissi fin
dalla prima line up della band. Se il drumming del
gruppo arriva infatti da un motore ritmico preciso e
fantasioso come Smith, i connotati melodico armonici
sono invece appannaggio di un tastierista e pianista
esperto come Tom Coster(membro fondatore della
band di Carlos Santana) e di un chitarrista funambolico
come Frank Gambale(titolare di una folta produzione
solistica, pluripremiato nei Grammy Awards del suo
strumento, considerato uno dei migliori insegnanti al
mondo e aggregato per molti anni alla Elektric Band di
un mostro sacro come Chick Corea).

Dopo anni in cui la Vital Information ha flirtato
musicalmente con una visione digitalizzata delle grandi
culture etniche mondiali e soprattutto
dell’esotismo di taglio latino, a partire
dall’ultima incisione del gruppo
(“Where we come from”), Smith e
compagni si sono rivolti piuttosto
all’esplorazione delle radici e delle ricche
tradizioni musicali americane.

“Da dove arriviamo”, il titolo del nuovo
album, è da questo punto di vista una dichiarazione
d’intenti molto esplicativa. Il funk di James
Brown, il rhythm and blues di New Orleans, il soul jazz
temprato dall’organo hammond, il cool jazz di
Joe Morello e Ahmad Jamal, il free filtrato attraverso il
blues, la musica zydeco: questo e altro nel nuovo
caleidoscopio dei Vital Information della fine anni
novanta. A far da collante alla matrice variegatissima
d’influenze e ispirazioni (c’è posto
anche per una versione bop di un classico dei Led
Zeppelin: “Moby Dick”), la solita
disumana padronanza strumentale, il gusto per la gag
improvvisativa, la voglia inesausta di reinventare
creativamente il proprio background. Quello che ha
fatto cioè, dei Vital Information, una propulsiva
macchina d’idee nuove.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 129 volte, 1 oggi)