Spaghetti e rigatoni fatti con grano duro di provenienza ignota, “pummarola? italiana di nome ma cinese di fatto, buste di latte “straniere?, cocktail di oli diversi spacciati come extravergine. Sono ancora tante le trappole in agguato per i consumatori marchigiani ed è per questo che Coldiretti ha deciso di avviare una grande campagna di sottoscrizione pubblica per una proposta di legge di iniziativa popolare sull’etichettatura chiara e trasparente degli alimenti, con l’obiettivo di rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine dei prodotti agricoli utilizzati.
“Dopo l’etichettatura di carne bovina e, la settimana scorsa, di frutta e verdura, è ora giunto il momento di fare un altro passo nell’interesse dei cittadini e di tutta l’agricoltura marchigiana – spiega il presidente di Coldiretti Marche, Giannalberto Luzi -, poiché non è possibile che si continui a sfruttare l’immagine del nostro territorio confezionando cibi fatti con materia prima tutt’altro che nostrana. Liberissimi di fare le conserve col pomodoro cinese, ma i consumatori devono sapere cosa stanno acquistando?.

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