Intervenendo oggi alla tavola rotonda della CGIL su Riforme istituzionali e sicurezza dei cittadini: ambiguità e rischi della devolution, il Presidente della Regione Marche Vito D’Ambrosio ha affermato che il paese si trova ad affrontare un passaggio delicatissimo. La riforma del Titolo V° della Costituzione, che gli italiani hanno approvato con un referendum e l’attuale iter parlamentare della Devolution voluta da Bossi configurano infatti, secondo D’Ambrosio, due modelli contrapposti di federalismo. Un federalismo solidale, che qualcuno ha definito giudizioso, contro un federalismo competitivo, un vero e proprio egoismo di territorio, in base al quale ogni regione rivendica di mantenere per sé le risorse che la sua comunità produce. Il contributo a quello che si chiama il fondo di solidarietà nazionale sarà secondo questo modello residuale, emergenziale. In questo quadro, dei tre grandi temi affrontati dalla devolution, Sanità, Istruzione e Sicurezza, quello della polizia locale è sicuramente il più dirompente. Non è, come può sembrare a prima vista, una idea strampalata, la incomprensibile proposta di una polizia in più in un paese in cui ce ne sono già cinque che non riescono a coordinarsi. E’ invece un disegno perverso che, facendo leva sulla percezione di insicurezza che ormai si è impossessata di larghe fette dell’opinione pubblica, soprattutto dei grandi centri urbani, punta a dare vita ad uno strumento di blindatura del territorio, di rigido controllo dei diversi, dei nuovi arrivati. Insomma, a costituire una gerarchia della cittadinanza. Il nostro compito, ha concluso D’Ambrosio, se vogliamo che gli operatori della sicurezza pubblica facciano il loro lavoro con efficacia ed efficienza, è invece quello di lavorare al coordinamento funzionale dei corpi che oggi operano sul territorio.

Ancona, 24 febbraio 2003

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